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Episodio 66 Rocco Schiavone

Immagine del redattore: Matteo MarchiMatteo Marchi

Bentornate amiche, amici a questo nuovo episodio di nitrato d’argento oggi vi voglio parlare di una serie che per me ha un significato particolare, oggi parliamo di Rocco schiavone, bentornati.

 

Eccoci a parlare di una serie che è ormai in onda da tanti anni. Questa volta voglio provare a fare un episodio un po’ diverso e voglio raccontarvi la serie prima nel suo complesso, e poi più specificatamente voglio dedicare una parte all’ultima stagione uscita in modo che sia se siate appassionati della prima ora possiate Scoprire insieme a me l’ultima stagione, sia se invece siate dei neofiti, possiate comprenderla più nel suo complesso.

Ovviamente, come sempre, cercherò di non spoilerare nulla e di mantenere una visione oggettiva, bene andiamo ad approfondire Rocco schiavone.

Come sempre, però, per tutti quelli che non conoscono una serie, ecco la trama generale.

 

Interpretata da Marco Giallini, la serie è tratta dalle opere letterarie di Antonio Manzini incentrate sul personaggio immaginario di Rocco Schiavone, un poliziotto borderline dal carattere burbero e irascibile, fin troppo insofferente alle regole.

 

Rocco Schiavone, un vicequestore della Polizia vedovo da molti anni, è stato trasferito per motivi disciplinari da Roma, sua città d'origine, ad Aosta. Ritrovatosi catapultato in una realtà che mal sopporta, completamente diversa da quella in cui è sempre vissuto, Schiavone porta comunque avanti il suo lavoro investigando sui crimini che scombussolano l'apparentemente tranquillo capoluogo valdostano, ricorrendo sovente a metodi al limite della legalità.

Presenza costante nella sua vita è il ricordo della mai dimenticata moglie, che lo mantiene ancora ad un passato più felice, mentre lotta nel difficile presente.

 

Bene, come avete potuto capire da questo breve riassunto tutta la serie a una modalità in cui alleggia un certo tono di drammaticità.

Il giallo qui si mescola ai toni freddi e a volte distaccati dell’atmosfera di Aosta. La figura di Rocco è una figura complessa perché se l’apparenza può sembrare burbero, irascibile e difficile da gestire, soprattutto dal punto di vista emotivo in realtà sotto si nasconde un oceano di emozioni che combattono tra di loro a volte incostanti.

 

Rocco è combattuto per tutta una serie di motivi che attraverso la prima stagione aveva modo di approfondire. 

Viene prima di tutto sbalzato fuori da un contesto non suo, lui era abituato a un certo tipo di vita una vita più calda se così possiamo definire la vita quotidiana di Roma, fatta di un certo tipo di atteggiamenti delle persone di un certo proprio stile di vita e viene spostato in estremo nord, se vogliamo definirla così un estremo nord italiano, ovviamente in cui la vita è vissuta in maniera meno frenetica più lenta, ma anche più racchiusa più raccolta in se stessa. Ovviamente senza nulla togliere l’atmosfera incredibile che è Aosta e che sono quelle zone lì, ma non potete negare che c’è tutta un’altra atmosfera rispetto a una Roma odierna fatta di un’evoluzione storica differente rispetto alle montagne di Aosta.

 

Un altro elemento da non dimenticare è la lontananza con gli amici che in un qualche modo riuscivano a lenire il suo dolore di perdita della moglie, amici che come abbiamo modo di scoprire durante la serie non sono propriamente delle brave persone, ma anche lì questa serie cerca di chiudere un occhio su alcune cose, perché il personaggio di schiavone non può essere definito buono o cattivo è un personaggio vero.

Non è la figura del romanzo che abbiamo avuto modo di analizzare ad esempio qualche episodio fa di The Reacher, quello è un personaggio del romanzo lo si vede, sí può piacere perché è un personaggio sagomato quasi da cartone animato, quasi da film action e può piacere per alcuni motivi, schiavone non è assolutamente così è una persona vera, è una persona a cui piace bersi un bicchiere di vino, a cui piace fumarsi la sua canna e non fa di lui una persona scorretta. Ci sono stati politici, senza fare nomi ovviamente, non mi piace citare la politica in questo podcast, che volevano fermare la produzione di schiavone perché non si può far vedere un poliziotto che si fa le canne, ma credo invece che sia fondamentale mostrare questo. Sia fondamentale mostrare l’umanità delle divise Perché aiuta a eliminare quel distacco che si cerca di far avere sulle figure di protezione, se così vogliamo definirle e i civili, quindi in realtà ben venga questa rappresentazione se viene fatta in maniera sapiente e intelligente.

Chi millanta il eliminare qualcosa perché non è giusto far vedere così dimostra una intrisa povertà intellettuale, ma non voglio dire altro. 

Tornando al nostro Rocco schiavone andando avanti con gli episodi e con le stagioni si cerca di capire sempre di più cosa effettivamente lo muova. 

Rocco è una persona complessa Scapestrato nel suo stile di vita, ma tanto attento ed empatico nel suo studio dei crimini per certi versi mi ha ricordato più un Megreit nella sua logica investigativa che uno Sherlock Holmes. Per intenderci magreit si muoveva più a livello empatico mentre Holmes era molto più metodico. schiavone è più Verso Megreit, Cerca di capire delle cose, sbaglia ci riprova insiste e ed è questo il punto fondamentale della ricerca quando si cerca di risolvere un crimine o un giallo, se vogliamo chiamarlo così.

 

Credo che l’elemento umano sia preponderante nella serie, sia quando si va ad analizzare Schiavone sia quando si vanno ad analizzare i crimini. Credo che questa serie vada vista in maniera tutta particolare è una serie incentrata molto sulla figura del protagonista, molto su un attore come Marco giallini che riesce a descrivere un personaggio con un’accuratezza e contatto. 

Tempo fa ho letto che in un intervista lo scrittore dei romanzi ha detto che il Rocco Schiavone dei romanzi è diverso da quello di giallini e non credo che sia un dato negativo anzi se si riesce comunque a far trasparire il messaggio, si può andare leggermente fuori dal seminato per raccontare una storia. 

Ci sono alcuni casi in cui questo non rende un prodotto sbagliato, ma anzi gli dà più valore, dipende tutto dal modo in cui lo si fa.

 

Quando invece ci concentriamo sui dati tecnici, cosa che mi piace fare, gli attori sono tutti più o meno bravi chi più chi meno, non voglio fare nomi, ci sono alcuni attori che funzionano molto meglio e si vede che sono molto più esperti e attori che sono meno esperti, ma questo capita spesso nelle serie Rai devo dirlo, ma questo non va neanche a rovinare la storia in sé anzi tutto sommato aiuta anche qui a rendere un po’ più la situazione. Marco giallini come ha già detto è fantastico è uno degli attori che sinceramente nel panorama italiano ci terrei a conoscere di persona. Abbiamo altri attori molto bravi come Massimo Reale che interpreta il medico legale e Lorenza Indovina che interpreta la ricercatrice della scientifica e gli attori che interpretano gli amici di Rocco.

 

La fotografia è molto studiata e a tratti veramente eccezionale con alcuni cambi di luce e la colorazione di certe scene che veramente crea un ottimo prodotto, anche la colonna sonora è un punto forte, un punto fondamentale è il tema di schiavone, perché l’elemento che traina spesso diverse scene emotive che riguardano i protagonista e che è veramente qualcosa di incredibile, anche tutte le altre musiche utilizzate sia esse siano musiche la colonna sonora sia canzoni vere e proprie, rendono molto bene l’atmosfera ed è un alto dei suoi punti a favore.

 

Ogni ora concentrarmi brevemente su questa ultima stagione uscita. In questa ultima stagione uscita ho notato un leggero cambio di rotta. nel primo episodio di questa sesta stagione Troviamo un duplice crimine tra Aosta e Roma che però ha un punto in comune, una caduta da un dirupo, ed è interessante vedere come appunto si sviluppino in maniera prima un crimine e poi nella seconda parte un altro crimine. L’ho trovato molto interessante e molto colorito ed è stato fatto in maniera molto intelligente. Devo dire è stato un elemento diverso rispetto alle classiche puntate di serie gialle e devo dargliene atto è stato un elemento molto interessante e da premiare secondo me. C’è poi un crimine che dura due episodi, secondo e terzo episodio, Che è stato un azzardo secondo me perché un episodio dura circa un’ora e 40, quindi di fatto è un giallo che è dura tre ore, però in realtà se non in alcuni punti che potevano essere fatti meglio, secondo me va via comunque molto bene sono due episodi che funzionano bene ripeto, è stato un azzardo ma un azzardo riuscito.

Anche l’ultimo episodio incentrato sulla ricerca di un amico di Rocco che è sparito ci porta in sud america con un toccante finale che ci fa riflettere sugli amici perduti e sul lasciarli andare.

 

Nel complesso, questa serie intrattiene veramente molto ed ha anche qualcosa, ovviamente è una serie spesso con tratti drammatici come dicevo all’inizio dell’episodio, ma questo non vi deve fermare dato un’occasione a questa serie. Lo so per alcuni sarà difficile mettersi a guardare una serie italiana della Rai e vi posso capire, ma vi assicuro che questa è una piccola perla, come non c’erano dei tempi di Montalbano, quindi dategli una possibilità, perché è qualcosa con del contenuto che davvero vi potrebbe piacere e dare un significato.

 

Io, come al solito, spero di essere stato chiaro. Vi ringrazio per avermi seguito fin qui. Invito inoltre a seguirmi sui vari social. Il podcast è disponibile su Amazon Spotify Amazon Music audible è un po’ ovunque soprattutto su speaker. Dateci un’occhiata soprattutto su speaker perché il canale principale inoltre tali info trovate il link al mio blog, dove potete trovare tutte le trascrizioni degli episodi Inoltre vi aggiungo che ho un canale YouTube che si chiama Cineaste Savage in cui questo usciranno nuovi contenuti, quindi vi consiglio di dargli un’occhiata come l’ultima cosa vi ricordo inoltre che faccio delle live su Twitch ogni mercoledì dalle nove alle 11. Io vi ringrazio per il seguito. Noi ci vediamo venerdì prossimo alle 10 come sempre buon venerdì e buon fine settimana, io sono Matteo e questo è nitrato d’argento.


 

 

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