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Episodio 65 The Electric State

Immagine del redattore: Matteo MarchiMatteo Marchi

Bentornate amiche, amici oggi vi voglio parlare di un film che sta facendo molto parlare di sé sia in positivo che in negativo. Oggi parliamo di The Electric State con Millie Bobby Brown e Chris Pratt, bentornati su Nitrato D’Argento.

 

Eccoci qui, come sempre, anche se in questo caso credo che quasi tutti sappiate la trama di questo film, anche perché il trailer sta venendo mandato ormai un po’ ovunque sia nel web che in TV mi sembra comunque giusto raccontarvi un po’ la storia: 

 

Il film, una coprodizione brasiliana-indiana-statunitense di genere commedia fantascientifica, è stato sceneggiato da Christopher Markus e Stephen McFeely ed è tratto dalla graphic novel omonima di Simon Stålenhag del 2018.

 

The Electric State, distribuito dal servizio di streaming on demand Netflix dal 14 marzo 2025, vede come protagonisti l'attrice britannica Millie Bobby Brown, e dall'attore statunitense Chris Pratt, Nel ruolo del colonnesso Marshall Bradbury, vi compare inoltre l'attore italo-statunitense Giancarlo Esposito, noto per aver interpretato i ruoli dei villain Gus Fring e Moff Gideon.

 

Millie Bobby Brown interpreta Michelle, un'adolescente orfana che deve affrontare la vita in una società in cui robot senzienti simili a cartoni animati e mascotte, che un tempo prestavano pacificamente servizio tra gli umani, vivono ora in esilio dopo una rivolta fallita.

Tutto ciò che Michelle pensa di sapere sul mondo è messo sottosopra una notte in cui riceve la visita di Cosmo, un robot dolce e misterioso che sembra essere controllato da Christopher, il geniale fratello minore di Michelle che lei credeva morto.

 

Determinata a ritrovare l’amato fratello che pensava di aver perso, Michelle parte per il sud ovest americano con Cosmo e si ritrova a fare squadra con il contrabbandiere di bassa lega Keats e con il suo robot aiutante Herman.

 

Anche se il preambolo alla storia è piuttosto lungo, ci aiuta a capire bene in quale ambiente ci muoviamo, sì, perché ciò che in questo momento sta infiammando la rete e guarda proprio al grande apporto di attori dato in questo film, e soprattutto l’enorme quantità di denaro che è stata investita. Ma sinceramente io vorrei andare oltre e concentrarmi su ciò che il Film mi ha dato e non su quanti soldi siano stati spesi per realizzarlo.

È facile fare un conteggio di quanti lungometraggi siano stati pubblicati che abbiano sia sforato il budget sia perso quantità enormi di milioni, ma in questo caso aspetterei a far passare un po’ di tempo, al momento dopo che ho recensito questo film sono passati circa 4/5 giorni dall’uscita effettiva ed è quindi secondo me difficile fare una stima precisa di quanto il Film nei prossimi mesi incasserà anche perché è un film uscito esclusivamente su piattaforme ed è quindi molto più difficile capirlo.

 

Ciò che il film dà in termini di narrazione è una bella storia. Gli attori sono bravi, l’atmosfera c’è tutta e questo stile anni 90 alternativo un po’ futuristico con questi robot che sono a metà tra robot e animatronic Disney, non a caso infatti viene citato proprio Walt Disney, credo che rendano tutta l’ambientazione molto affascinante ancora di più il design che è stato dedicato ad ogni singolo robot . Se infatti questi robot prima svolgevano delle attività comuni come il parrucchiere, il robot barista questo si può rintracciare proprio nella forma e nella funzione di ogni robot.

Ma se ci si ferma qui, il film non sembra regalare particolari emozioni. In realtà c’è tutta una sotto storia legata all’esilio dei robot che alcuni anni prima hanno mosso guerra l’umanità e che sono stati sconfitti da una tecnologia molto più evoluta a quanto sembra, c’è da chiedersi però se questa segregazione dei robot non abbia ovviamente un doppio significato sta di fatto che alla fine vengono segregati all’interno di una zona e si cerca di dimenticarsi di loro. La protagonista deve cercare qualcosa più all’interno di quella zona, senza farvi spoiler, e si troverà così costretta a interfacciarsi con una diversa tipologia di società, quella dei robot e con il personaggio di mister peanut che altro non è che la mascotte di un burro d’arachidi che, come un moderno Abramo Lincoln, infatti anche egli al cilindro cerca di far capire l’importanza per i robot per la propria libertà e per una giusta remunerazione dopo un lavoro.

Insomma, gli elementi di riflessione in realtà ci sono tutti e nonostante la storia sia una storia di perdita anche qui sotto c’è anche qualcos’altro c’è una ricerca appassionata di un qualcosa che si credeva aver perduto e di ciò che a volte ci viene tolto in favore di qualcosa che sembra migliore, più giusto, quando in realtà più giusto non è.

 

Tutto il messaggio del Film è passato appunto come dicevo alla ricerca di qualcuno che si credeva aver perso, anche in questo caso senza farlo apposta lo ametto è un film che parla di perdita e proprio attraverso questa perdita, attraverso una ricerca si trova qualcosa di nuovo una scoperta verso una nuova percezione del mondo.

Proprio come dice la protagonista sul finire del film senza fare i troppi spoiler, ovviamente ormai sapete che io ci tengo a non darvi troppe informazioni su il finale, ciò che ci accomuna tutti è proprio l’essere una comunità. Se i mezzi tecnologici in qualche modo ci hanno allontanato il mettere da parte questi mezzi che sì sono importanti sono fantastici e hanno tante potenzialità, ci hanno però isolato dal mondo vero e quindi il messaggio finale di fatto è il cercare di non farsi prendere troppo dalla tecnologia. Può sembrare un messaggio banale, ma come viene posto all’interno del film all’interno della storia in realtà nasce potenziato.

L’uomo per quanto ci insegna l’antropologia sa essere un animale sociale, quindi questo isolamento forzato che può avere ovviamente delle grandi potenzialità, ve lo dice una persona che apprezza il silenzio e lo stare da solo, può però portarci a volte ad un’alienazione da questa stessa realtà e il mettere da parte questi mezzi che ci creano un muro invisibile possono essere un giovamento.

La stessa protagonista che si è isolata dal mondo dopo la sua perdita riscopre se stessa attraverso gli altri, attraverso il robot che la spinge fuori dalla porta e anche il contrabbandiere che l’aiuta e che egli stesso ha subito dei traumi attraverso la guerra dei robot e che ha capito che in realtà i robot non sono i nemici, ma sono altri esseri, altre entità al di fuori dell’essere umano. Forzando un po' la lettura quindi come esseri “alieni” che vogliono essere riconosciute come figure degne di rispetto, attraverso tutti questi personaggi la protagonista capisce di non essere sola, capisce di potersi fidare di nuovo degli altri e questo secondo me in tempi come questi è sicuramente un messaggio importante.

 

Parlando degli attori, non gli si può dire molto sono tutti attori molto bravi che fanno il loro lavoro. La narrazione scorre piuttosto tranquilla e senza grossi problemi ovviamente il film ha un occhio un po’ più infantile rispetto al pubblico medio e forse questo è stato uno dei motivi che un po’ lo hanno messo in difficoltà probabilmente la gente si aspettava un film di fantascienza da tematiche adulte. Questo non lo è completamente ha tutta una serie di messaggi leggibili a diversi livelli di età . La fotografia è molto carina non è esageratamente studiata però sa essere originale con il design dei robot come vi dicevo che è un punto a suo favore, anche i doppiatori stessi dei robot sono molto interessanti tra tutti Anthony Mackey, il nuovo capitan America nei panni del robot spalla del protagonista Chris Pratt.

 

La musica è uno dei punti a favore di questo film ed è di Alan Silvestri già scrittore delle colonne sonore degli Avengers per i fratelli Russo, ma prima di tutto compositore di colonne sonore come quella di ritorno al futuro e di altri grandi classici degli anni 90 che qui da tutto il suo apporto per creare l’atmosfera futuristica alternativa degli anni 90.

 

Nel complesso film e godibile a diversi significati e diversi livelli di lettura e il suo design è accattivante così come gli attori e la musica e consigliato a tutti uscite dalla vostra comfort zone non ascoltate chi con tono polemico vuole distruggere questo film e fatevi voi un’idea. Io vi ho dato il mio parere. Adesso sta a voi vedere cosa ne pensate.

 

Spero di essere stato il più possibile chiaro nel darvi la mia idea. Vi ringrazio per l’attenzione. Noi ci vediamo il prossimo venerdì con un nuovo episodio buon venerdì e buon fine settimana. Io sono Matteo e questo è nitrato d’argento.


 

 

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