Episodio 57 - Nosferatu
- Matteo Marchi
- 24 gen
- Tempo di lettura: 7 min
Bentornate amiche e amici, oggi parliamo di un film che ha fatto discutere molto in questi giorni, nel bene e nel male e che mi ha costretto ad una attenta analisi prima di poter affermare di essermi fatto davvero un’idea di cosa sia quest’opera, oggi parliamo di Nosferatu, bentornati su Nitrato d’Argento.
Eccoci tornati con il nostro consueto modo di trattare le cose, in realtà però, come annunciato nell’introduzione all’episodio, questo film mi ha creato non pochi grattacapi, da un lato vedevo delle qualità i questo film ma dall’altra notavo alcune dimenticanze che non potevano che essere segnalate, prendevi dunque un caffè e mettetevi comodi perché questa volta parliamo di qualcosa di davvero impegnativo.
Per praticità ho voluto dividere in due parti la recensione in modo da potermi focalizzare meglio sull’intera opera che necessitava maggior tempo di sviluppo per poter spiegare a voi la mia idea.
Nosferatu è un film del 2024 scritto, diretto e co-prodotto da Robert Eggers, remake del classico espressionista muto Nosferatu il vampiro del 1922.
Robert Eggers è un regista che nel corso degli anni ha saputo regalarci capolavori come The Witch, Lighthouse e The Northman.
La sua visione particolare è riuscito a lanciarlo tra i grandi registi, mostrandoci un nuovo tipo di regia.
Il cast include Nicholas Hoult, Lily-Rose Depp, Aaron Taylor-Johnson, Willem Dafoe e Bill Skarsgård nel ruolo del Conte Orlok. Nosferatu racconta la storia dell'oscura ossessione che lega una giovane donna, Ellen Hutter, al vampiro che la perseguita, il conte Orlok.
Nel 1838, l'agente immobiliare tedesco Hutter va in Transilvania per trattare con un nuovo cliente, il Conte Orlok, noncurante degli oscuri presentimenti della moglie, ma ignora che il misterioso conte è in realtà un vampiro sanguinario. Egli vuole la moglie di Hutter e farà di tutto per averla, anche cercare di ucciderlo o gettare nel caos la città.
Come ho detto poco sopra questo è un remake del famoso film Nosferatu di Mornau del 1922, la trama è molto simile, tranne che per alcuni elementi e per il finale.
Alcuni di voi magari non sapranno che in realtà prima di questo era già stato fatto un remake sonoro nel 1979 diretto da Werner Herzog.
La trama di Nosferatu non è altro che un plagio del più famoso Dracula di Bram Stoker con alcuni elementi cambiati in modo da cercare di aggirare il copyright.
Purtroppo per Mornau e per la casa di produzione questa mossa non funzionerà e costringerà gli autori a una causa legale con i parenti di Bram Stoker, causa che perderanno e che saranno costretti a pagare e successivamente a far chiudere la casa di produzione per bancarotta.
Come vedete c’è tanto di cui parlare e cercherò di non concentrami sulla storia ma più sul commento al film del 2024, ricordate però quello che vi ho detto fin qui perché sarà importante ai fini del parere finale.
La trama di nosferatu letta all’epoca del film del 1922 aveva una sua originalità e come tale aveva stregato, anche grazie e sicuramente in maggior ragione agli incredibili effetti registici usati in quel periodo che apriranno poi il mondo del cinema ad un genere, tutti gli spettatori dell’epoca.
Il problema centrale quando si porta una trama come quella dei Dracula, al giorno d’oggi è l’estrema difficoltà a mostrare allo spettatore qualcosa che ancora non ha visto, missione praticamente impossibile allo spettatore esigente di oggi.
Ormai tutto è stato fatto nel mondo degli horror e allora ai nostro occhi di moderni cinefili la classica storia del vampiro oramai non interessa più.
Il nostro sguardo assopito all’horror ci fa guardare con noia o poco interesse ad un film che in realtà in quella direzione ci da molto.
Nosferatu crea davvero un’atmosfera unica, dalla fotografia scura e usata in modo sapiente, alle inquadrature che richiamano un tipo di cinematografia ormai dimenticata, fino agli effetti sonori che riescono a tratti a regalarci puro orrore.
Mirabile la scena della carrozza in mezzo al bosco che arriva a prendere Hotter, dalla fotografia al rumore degli zoccoli il lontananza che annunciano con il loro arrivo l’influenza del principe sul nostri protagonista. C’è davvero della qualità registica in questo.
Tutto il film è pervaso da una certa tensione narrativa e da una oppressione che cresce sempre di più, e questa oppressione è la mano del principe che si estende sulla città, elemento inserito da Mornau nel suo film e citato anche da Eggers in questo film.
La recitazione degli attori può sembrare a volte portata un po' all’eccesso ma questa scelta è voluta per avvicinare la recitazione a quella del teatro, scelta che io stesso apprezzo particolarmente avendo recitato più volte a teatro. Questa scelta è dettata dal fatto che agli albori del cinema tutti gli attori o quasi, venivano dal teatro e il tipo di recitazione era quella, inoltre nei film muti si doveva usare una pantomima per far capire in maniera più chiara al pubblico cosa stava succedendo. Qui la recitazione è dosata molto bene e tutti gli attori fanno il loro dovere.
Nicholas Hoult che qui interpreta Hotter riesce a regalarci forse una delle sue migliori interpretazioni, una figura che ai più sprovveduti può sembrare debole e ingenua in realtà si rivela essere l’unico a contrastare il conte, un personaggi da rivalutare alla fine dell’avventura.
Aroon Taylor-Jhonson che qui interpreta Harding, un amico della coppia, ci regala un’interpretazione ricca di patos e di umanità, tranquillamente una della interpretazione meglio riuscite della sua carriera.
Emma Corrin che qui interpreta la moglie di Harding nel suo ruolo di attruce secondaria fa il suo lavoro e ci fa affezionare al suo personaggio.
William DaFoe che interpreta Von Franz, una versione nosferatica del Van Helsing di Bram Stoker, interpreta un personaggio cupo ma con un barlume di follia alchimistica, con una passione per i gatti e l’occulto, uno specchio di come la ragione della scienza può venire influenzata dalla oscura ricerca della magia nella alchimia, materia che infatti unisce le due cose.
Bill Saskard interpreta il conte in maniera discreta, qui devo però lasciare un punto in sospeso, avendo giocato molto del suo personaggio nella voce, e avendolo io visto in italiano, non posso effettivamente dare un giudizio imparziale, appena riuscirò lo guarderò in lingua originale e avrò così una visione pià completa della sua interpretazione, nel complesso però devo dire che ha fatto un buon lavoro.
Per ultima, non a caso ho lasciato Lily Rose-Depp che interpreta Ellen, la moglie di Hotter. Ammetto che ho avuto alcune difficoltà nel dare un parere oggettivo, in generale ha fatto un buon lavoro, rispetto agli altri attori però ho notato un livello leggermente più basso, si vede che si è impegnata ma è anche evidente che ha ancora bisogno di esperienza per rendere appieno un personaggio del genere. L’idea che Anya Taylor-Joy sarebbe stata perfetta per quella parte purtroppo non se ne va dalla mia testa.
Dopo aver analizzato in profondità tutte le interpretazioni degli attori però devo venire ai lati negativi che non mi hanno convinto del film.
La trama sul passato del conte è più che mai fumosa e poco chiara, è evidente che Eggers ha voluto eliminarla in favore di altro convinto forse che replicare ancora una volta la storia del conte sarebbe stato tedioso e irritante per lo spettatore moderno che conosce sicuramente la storia di Dracula.
A parer mio ha sbagliato però in questa scelta, lo sapete, non mi piace impormi in una visione registica non mia però questa volta mi espongo.
È vero che quasi tutti hanno visto un film su Dracula ma è anche vero che non tutti hanno visto i Nosferatu del passato e quindi una maggiore attenzione al passato del conte avrebbe favorito il proseguo della storia.
Questa scelta forse può essere dovuto anche al fatto che sapendo del suo passato avremmo potuto empatizzare con lui cosa che Eggers chiaramente non vuole, per lui Nosferatu è il male incarnato, non più un uomo quanto un mostro totale senza redenzione.
Anche la discesa nella follia di Harding dopo aver perso tutto ciò a cui teneva è troppo veloce e sbrigativa, qui ci viene in aiuto una intervista al regista che rivela di una director’s cut che uscirà in dvd della lunghezza di 3 ore, questo forse ci spiegherà eventuali incoerenze, non è però per me una giustificazione, io devo giudicare un film quando esce al cinema non mesi dopo quando esce in dvd.
Vedete quanto è difficile recensire questo film? Da un lato c’è grande qualità registica ma dall’altro ci sono elementi che mi fanno pensare che la narrativa del film non sia stata calibrata bene.
Come l’utilizzo di jumpscare o di scene di sesso senza senso che servono solamente a rendere più moderno il film.
In conclusione Il Nosferatu di Eggers è un tentativo riuscito di portare nel nostro tempo un’opera come il Noasferatu di Mornau, tentativo però riuscito non del tutto.
È un opera di abile costruzione che si perde in qualche caduta narrativa, un bel film, intrattiene, ma non riesce ad arrivare al livello qualitativo di altre opere di Eggers come The Northman, film di cui ho parlaro qui in questo podcast, se siete curiosi lo trovate nell’episodio 16.
Mi concedo però nel caso in cui la versione di 3 ore cambi il mio punto di vista di fare una nuova recensione.
Il film è consigliato e potete andare a vederlo al cinema, passerete 2 ore appassionanti e uscirete convinti di aver visto qualcosa che tra qualche anno potrete raccontare ai vostri nipotini come evento storico.
Vi ringrazio per avermi seguito fin qui, spero di esservi stato utile per la scelta del film e vi invito se ancora non lo avete fatto a iscrivervi al podcast, vi informo inoltre che l’episodio è disponibile anche in forma scritta sul mio blog, trovate il link tra le info del podcast, vi auguro un buon fine settimana e un buon venerdì, io sono Matteo e questo è Nitrato d’Argento.
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