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Episodio 142 - Diavoli

Immagine del redattore: Matteo Marchi
Matteo Marchi
11 set
Tempo di lettura: 9 min

Bentornate amiche e amici in questo nuovo episodio. Oggi parliamo di una serie che mi sono deciso a guardare solo in questo momento, ma che ormai è uscita da un po' di tempo. Oggi parliamo di Diavoli, bentornati su Nitrato d'argento.

Eccoci qui, amiche e amici. Come anticipato nella intro di questo episodio, oggi parliamo di Diavoli, una serie uscita un po' di tempo fa, in effetti è uscita già nel 2020, che vede protagonisti Patrick Dempsey e Alessandro Borghi.

La serie Diavoli è la trasposizione televisiva dell'omonimo romanzo di Guido Maria Brera. Girata in inglese e prodotta da Sky Italia, la serie è ambientata a Londra e racconta i retroscena della crisi finanziaria europea attraverso la storia di Massimo De Ruggiero, Alessandro Borghi, un trader italiano che ha raggiunto a fatica e da solo, con le proprie forze, una posizione di potere nell'Olimpo della finanza, seguendo i consigli di Dominic Morgan, Patrick Dempsey, il direttore di una delle più potenti banche del mondo, la New York London Investment Bank.

Divenuto suo successore nella gestione di un fondo di investimento che specula sulle obbligazioni, Massimo si trova suo malgrado al centro di una guerra economica intercontinentale. L'America vuole sferrare un attacco ai debiti pubblici degli Stati più poveri dell'eurozona per evitare di perdere il ruolo di guida mondiale.

In pochissimo tempo Massimo deve decidere quindi se difendere gli interessi del proprio paese o allearsi con l'uomo che lo ha guidato verso il successo.

Un thriller diretto da Nick Hurran, Diavoli ha tra i suoi protagonisti anche Kasia Smutniak nel ruolo di Nina Morgan, la seducente moglie del personaggio di Dempsey, e Lars Mikkelsen, nel ruolo di Daniel Duval, il carismatico leader di un'organizzazione internazionale che pubblica informazioni segrete in ambito finanziario.

Questa serie, come avete potuto capire, è un po' lontana dalle serie di cui di solito parliamo in questo podcast. In effetti è un argomento, quello della finanza, che difficilmente trova, se non in rari spunti appunto narrativi, un argomento di interesse per il grande pubblico.

Ed è in effetti qualcosa che è anche difficile spiegare in una maniera coerente, in una maniera che sia sia interessante che anche abbastanza esplicativa, quindi non troppo complicata per lo spettatore.

Ma devo dire che questa serie intriga e riesce anche con questo elemento del thriller, perché sì, non ve l'ho detto, ma a un certo punto uno dei personaggi della serie muore in maniera misteriosa.

Un personaggio che è tra l'altro un antagonista del personaggio di Borghi, di Massimo De Ruggero, in cui sono entrambi, diciamo, in lotta per il posto di vice-CEO e però questo personaggio a un certo punto muore in circostanze misteriose.

E tutto questo elemento della finanza e degli scontri finanziari si unisce al giallo: effettivamente, se quest'uomo si sia suicidato o sia effettivamente rimasto ucciso. Tutto è appunto strettamente connesso con i personaggi che vi ho anticipato nella trama iniziale.

Ma in effetti questa serie viene realizzata in maniera veramente eccelsa, devo dire, perché unisce in qualche modo realtà e finzione.

Perché in effetti ci sono elementi che sono successi davvero. La serie è ambientata nel 2011 e ci sono elementi veri, mescola la narrativa di finzione del thriller, appunto ciò che succede all'interno del grattacielo di questa popolarissima banca, a ciò che poi è successo veramente, effettivamente in quel periodo.

Infatti a un certo punto ci sono dei flashback in cui c'è il 2008 e quindi vediamo la crisi del 2008, la famosa crisi delle banche del 2008 e di ciò che ha portato e di chi si è arricchito alle spalle di chi.

E quindi c'è un elemento secondo me fondamentale e importante, più che mai palese in questa serie, in cui c'è proprio una frase che dice un personaggio: «Voi state aiutando i ricchi a diventare sempre più ricchi e i poveri a diventare sempre più poveri».

E questo viene visto chiaramente, viene anche mostrato, diciamo, nel modo più plateale possibile.

E tutta la serie, senza farvi spoiler in realtà su ciò che succede, è un'interessante riflessione su come funziona, ciò che muove veramente il mondo della finanza e ciò che effettivamente in qualche modo esige dalle persone.

Infatti, Massimo, durante tutta la serie racconta con la sua voce narrante e ci guida all'interno della storia, in cui i diavoli sono appunto coloro che governano il potere.

A un certo punto, in un episodio, un personaggio, non vi dirò chi, ovviamente sto cercando di farvi meno spoiler possibili, dirà: «La vera arma che noi abbiamo adesso non sono le bombe atomiche, non sono i fucili, le pistole, le spade. Non è la guerra il vero motore, diciamo, della nostra società, ma ciò che davvero ha il potere, chi detiene potere, è la finanza. La finanza è il potere forte, il potere più alto che nel mondo moderno, nel nostro mondo moderno, permette alle persone di avere il controllo sugli altri».

E questo è un elemento importante, è importante capirlo, perché appunto chi riesce ad entrare in quell'ottica, chi riesce a capire cosa muove in quell'ottica, è colui che effettivamente riesce a muoversi in un mondo complesso, fatto di numeri, fatto di dati, come quello in cui viviamo ora.

Quindi è più che mai palese che questa serie cerca in qualche modo di farti capire quello che sta muovendo attualmente la nostra società.

E lo fa in una maniera molto interessante, perché sì, ti infila in un mondo molto complesso, ma c'è questo filo rouge di questa morte, di questo personaggio, che non si capisce fino a un certo punto se effettivamente sia morto o per un incidente, perché si sia suicidato o perché qualcuno l'abbia ucciso.

C’è questo mistero, insomma, che lega e crea ancora più interesse per lo spettatore a continuare ad andare avanti.

In più, in aggiunta, ci sono tutti questi approfondimenti sul mondo della finanza che però vengono fatti in una maniera, diciamo, molto intelligente, che permette anche a chi, anche a un neofita, come ad esempio lo sono io, che sì, da un lato posso avere molta esperienza dal punto di vista della cinematografia, ma ho pochissima esperienza dal punto di vista della finanza, se non praticamente nulla, diciamoci la verità.

Per quanto mi intrighi la cosa, però effettivamente non ho praticamente conoscenze in questo senso.

E devo dire però che comunque riesce a catturare lo spettatore e in qualche modo ad aiutarlo. Non lo fa sentire, diciamo, un inetto in questo senso, ma lo aiuta, lo guida, lo prende per mano e lo porta in un mondo sconosciuto ai più, appunto che è quello della finanza.

E parla anche di argomenti come, ad esempio, lo shortare un qualcosa o fare insider trading.

Quindi ci sono anche elementi che in qualche modo ti fa un po' di scuola su quello che è un mondo tanto lontano dalla maggior parte delle persone.

Tornando alla figura appunto di Massimo De Ruggero, come ho detto è un personaggio che si è fatto dal nulla. Lui è il classico italiano che è andato in Inghilterra e ha iniziato a lavorare nei bar, poi pian pianino ha studiato ed è riuscito appunto ad arrivare a lavorare nel mondo della finanza, e fino a raggiungere quasi l'apice, diciamo, di una delle più grandi banche che ci sono nel mondo, perché comunque questa banca è una banca americana che però anche ha una sede a Londra, quindi capite bene che è una banca piuttosto importante.

E c'è anche questa metafora, diciamo, all'interno della storia, in cui, come avete capito, la serie si chiama Diavoli, ma c'è questa metafora in cui lui è in qualche modo Lucifero, è una figura un po' luciferina, quindi l'angelo più bello, che però ha un conflitto con la figura paterna, la figura del Dio, di Dio, del padre, che è ovviamente interpretato da Patrick Dempsey.

Quindi c'è una gigantesca metafora per il fatto che Dempsey, di fatto, è il CEO dell'azienda, di questa succursale della banca, perdonatemi il termine improprio, e lui appunto è il suo secondo, è quasi una figura, ovviamente per Massimo, il personaggio di Dempsey, di Dominic Morgan, è una figura paterna, la figura paterna che lui avrebbe sempre desiderato avere.

Infatti, a un certo punto ci viene detto che con il padre vero, lui è tipo di un paese di pescatori sperduto in Italia. Il padre vero non lo sente da dieci anni, quindi capite bene che sicuramente la figura appunto di Dominic su Massimo ha una figura paterna importante.

E però a un certo punto succede qualcosa appunto nella serie, all'inizio della serie, che crea una spaccatura tra i due, e da lì appunto si andrà verso, si andrà sempre di più nella catastrofe, sempre di più nel non detto, in tutta una serie di problematiche, di fratture interne tra loro due, che porterà a una discesa, anche a una discesa sia negli inferi, in qualche modo, anche nella sensazione che ha Massimo su ciò che ha fatto nel passato, su come le sue azioni si siano ripercosse su altre persone che lui non aveva calcolato.

E quindi vi fa anche capire che è un percorso narrativo di un personaggio che a un certo punto della sua vita comincia a tirare le somme e comincia a capire che ciò che ha fatto prima forse non andava così bene, forse non era così positivo e che non ha effettivamente fatto del bene agli altri, ma certamente ha fatto del bene solo a se stesso.

Quindi, oltre all'elemento del thriller, come vi avevo detto, ci fa entrare in un mondo non nostro, la storia ci inserisce in un contesto e ci prende per la mano e ci racconta qualcosa di sconosciuto a noi e lo fa in maniera piuttosto buona, devo dire, anche piuttosto interessante, c'è anche l'elemento del percorso dell'eroe, del viaggio dell'eroe, che lo porta verso un'altra strada.

Quindi forse il personaggio di Massimo non è effettivamente così tanto corrotto, così tanto distrutto come altri personaggi che sono intorno a lui. Ha un vissuto diverso dai personaggi che sono intorno, quindi ha un carattere diverso e questo forse, e dico forse perché voglio stare appunto sul vago, lo porterà verso altre strade dopo la frattura appunto con il suo mentore.

In conclusione devo dire che questa è una serie che insegna tanto. Come vi ho detto, vi conduce in un mondo sconosciuto con un'ottima storia, un giallo anche all'interno, che con degli attori, devo dire, che funzionano tutti molto bene.

Perché sì, Alessandro Borghi ovviamente è il traino principale, ma come sappiamo, come vi ho già parlato in altre puntate di questo podcast, è un attore veramente bravo, uno dei migliori attori che abbiamo in Italia, tant'è che appunto lo prendono anche in produzioni estere.

Piccola curiosità, devo dire che effettivamente in questa serie lui non è doppiato da se stesso, è doppiato da un famoso doppiatore, che devo dire comunque che indossa bene, diciamo, la voce che ha viene indossata bene, diciamo, dal personaggio di Massimo. È una voce, devo dire, neanche troppo distante da quella dell'attore.

Immagino comunque, come si fa spesso in queste serie, non sia col tempo, non si riesce, diciamo, a ridoppiarsi. Devo dire però che per chi conosce, come me, la voce di Borghi, non rimarrà troppo deluso da questo doppiaggio.

È un doppiaggio fatto da un doppiatore estremamente bravo e sono tutti doppiatori eccellenti in questa serie, quindi mi sento di spendere, cosa che non faccio spesso, ma di spendere qualche parola perché c'è stato veramente un ottimo lavoro di doppiaggio in questo senso.

In aggiunta, appunto, parlando invece, concentrandomi un attimo sulla fotografia e sulla regia, devo dire che ha un'ottima fotografia, anche la regia è diretta molto bene. Non ha, diciamo, picchi a livello registico o di montaggio video, non ha picchi di originalità, devo essere sincero, è una serie piuttosto, che si incastra, è una serie piuttosto media in questo senso.

Ciò che qui funziona molto bene è, secondo me, la sceneggiatura, l'adattamento. Io non ho letto il romanzo, ma devo dire che c'è un'ottima scrittura in questo senso e un'ottima recitazione da parte degli attori che sostiene tutta la storia.

Quindi devo dire che nel complesso è veramente un ottimo prodotto che io vi invito a riprendere in mano perché è sicuramente qualcosa che vi manderà in un mondo a voi magari non tanto conosciuto.

È una serie originale in questo senso e veramente vi regala degli spunti di riflessione importanti e molto interessanti e anche molto validi, se mi permettete.

Io vi ringrazio per avermi seguito fin qui, spero che questa recensione di questa serie vi sia piaciuta. Fatemi sapere tra i commenti di YouTube se l'avete vista, se la vedrete, insomma cosa ne pensate in generale, se conoscevate, da fan di Alessandro Borghi, conoscevate questa serie, o anche di Patrick Dempsey, devo dire, perché è uno degli ultimi prodotti credo che abbia fatto di recente.

Io vi ricordo inoltre che questo episodio è disponibile su Spreaker, Spotify, Audible.

Vi ricordo inoltre che potete seguirmi sul canale ufficiale di Instagram, che è nitratodargento.podcast.

Vi ricordo inoltre che è disponibile la trascrizione per non udenti sul mio blog.

Inoltre vi ricordo ancora che tutti questi social, su ogni piattaforma troverete il link a quegli altri, quindi tutti questi social dialogano tra di loro, quindi se avete bisogno di una cosa o di quell'altra troverete sicuramente il link.

Io vi ringrazio per avermi seguito fin qui, noi ci vediamo la prossima settimana.

In questo caso forse so di cosa parlerò, qualcuno di voi che mi conosce personalmente sa magari di cosa potrei parlare perché ne sto parlando in questo periodo, ma vi voglio lasciare la sorpresa, perché è qualcosa di molto particolare anche la prossima volta.

Io vi ringrazio ancora per l'attenzione, noi ci vediamo venerdì, buon venerdì e buon fine settimana.

Io sono Matteo e questo è Nitrato D’Argento.


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