top of page

Episodio 141 - Gli spiriti dell'isola

Immagine del redattore: Matteo Marchi
Matteo Marchi
4 set
Tempo di lettura: 9 min

Bentornati amiche amici. Oggi voglio parlare di un film uscito un po' di tempo fa, che ha per protagonisti Brendan Gleeson e Colin Farrell. Bentornati, oggi parliamo di Gli spiriti dell'isola. Bentornati su un italiano d'argento.

 

Eccoci qui amiche e amici. Oggi, come ho detto nell'intro di questo episodio, vi voglio parlare di un film che attendevo di vedere da tanto, ma che ho aspettato proprio perché sapevo essere un film pesante, un film denso di contenuti, anche difficile da capire. E lasciatemelo dire amici miei, effettivamente è uno dei film più ostici che io abbia mai avuto la possibilità di vedere. Ma prima di iniziare a parlare di questo splendido ma molto complesso film, ecco alcune brevi informazioni di questo film.

Gli spiriti dell'isola (The Banshees of Inisherin) è un film del 2022 scritto e diretto da Martin McDonagh.

Il film ha ricevuto nove candidature ai premi Oscar 2023 ed è stato quello che ne ha ricevute di più ai Golden Globe 2023, ben otto.

Su un'isola remota al largo della costa irlandese, Pádraic è sconvolto quando il suo compagno Colm interrompe improvvisamente la loro amicizia di una vita. Pádraic si propone di riparare il rapporto danneggiato con ogni mezzo necessario.

Come appunto detto questo film parte tutto nel momento in cui uno dei due amici, interpretato da Brendan Gleeson, decide che non gli va più a genio il personaggio interpretato da Colin Farrell. E da lì parte, ragazzi miei, una spirale di autodistruzione e di depressione veramente forte. Tutto l'universo in cui si svolge questo film è un universo complesso, è un universo che porta con sé antico e molto antico, c'è un forte elemento mistico ed esoterico. C'è un elemento, anzi due elementi, che mi hanno colpito molto all'interno della storia. Uno ovviamente è la anziana veggente che compare spesso per fare, diciamo, infauste previsioni, infauste previsioni che poi si dimostreranno essere reali, però. Lungi da me ovviamente dirvi esattamente cosa succederà. Magari vi dirò, vi farò qualche... vi darò qualche informazione specifica verso la fine. Però nel complesso vi posso assicurare che quello che poi lei dirà, pur fumoso che sia, però si avvererà oggettivamente. Ed è un film veramente pesante, ma veramente intenso. È un film che va visto, ve lo dico, nel momento giusto. Io ho aspettato apposta perché sapevo che ci voleva il giusto momento e in effetti è necessario. Non lo potete vedere questo film come vedreste qualsiasi altro film. È un film che va visto al momento opportuno.

L'atmosfera che si respira all'interno del film è quella del 1923, quindi è un periodo effettivamente cent'anni fa, perché il film è uscito nel 2022, quindi sostanzialmente è ambientato cent'anni prima di quando è stato fatto il film, ed è ambientato in piena guerra civile, come ci viene detto. E i tempi che sono... Il film dura circa un'ora e cinquanta, un'ora e cinquanta-tre. Quindi in realtà non è lunghissimo, però i tempi dilatati, anche quelli appunto della narrativa stessa, ce lo fanno sembrare molto più lungo: a me è sembrato un film di tre ore, per intenderci. E in una vecchia questo genere di film sembrerà anche un film di quattro ore, ve lo dico. Però sì, questi tempi dilatati io me li aspettavo, perché parlano di un'isola d'Irlanda in cui non succede mai niente, sostanzialmente. Quindi è ovvio che il film ti debba far percepire quella noia o quella lunghezza, e in tutti questi tempi lunghi, questi tempi morti, ovviamente gli isolani, gli abitanti dell'isola soffrono di questa lentezza e questa pesantezza. In un mondo che pian pianino si sta evolvendo tutto intorno a loro, lì è tutto ancora fermo, si girano ancora quei carretti. Le persone con un approccio diverso vengono viste diversamente: la sorella del protagonista, appunto, di Colin Farrell, a un certo punto gli diranno Tu sei strana, ed è per questo che non piaci a nessuno. Ma lei non è strana in realtà. Lei è una persona più moderna, una persona più vicina a noi, è una donna che legge, una donna acculturata, una donna che a un certo punto gli verrà proposto di fare la bibliotecaria sulla terraferma, quindi non più nell'isola. È una donna con della testa, insomma è una donna moderna. Ma questa donna moderna, questa modernità sull'isola gretta e anche meschina e anche molto antica non va bene. Quindi lei ovviamente sta male, è combattuta dal fatto di dover badare al fratello, che comunque vediamo non è la persona più... viene visto anche lui come uno sciocco, perché è una persona gentile, disponibile con tutti. Anche lì vedete, vi mostra una realtà: questo film mostra una realtà, la realtà del paesello, della mente, diciamo, ferma alla banalità della vita, in qualche modo.

 

E di fatto è un film pesante proprio perché vi fa vedere che in questo mondo appunto tutto fermo non c'è speranza, non ci sono prospettive, ed è proprio lì che l'amico appunto, il personaggio Cony Farrell, interpretato da Brendan Gleeson, è proprio lì che sostanzialmente c'è il problema. Il problema è che lui vuole passare alla storia, non vuole continuare a chiacchierare di niente, come appunto si fa spesso in questo mondo, ed ha una fortissima depressione perché arriva nel film a fare cose, a minacciare di fare cose e a fare cose autodistruttive, in una maniera veramente terribile. Ci sono delle scene, c'è una scena in cui lui minaccia, non vi dico poi se lo farà o meno, ma minaccia di tagliarsi le dita, e lui è un violinista, di tagliarsi la mano sinistra, quella con cui lui suona, con cui fa gli accordi, pur che il suo amico, il suo vecchio amico che non gli piace più, continui a parlare con lui, minaccia di tagliarsi le dita. E capite bene che è sempre una forte autodistruzione, una forte disperazione, tant'è che a un certo punto va in confessionale e il prete gli dice: Come va la disperazione? Lui è un po' sta tornando, quindi capite bene che in realtà è un mondo fatto di silenzi, ma è un mondo fatto di depressioni, di oscurità molto forte. E c'è una bella scena, appunto, ci sono due elementi, come vi dicevo: quello dell'anziana, che vi dicevo, che avevo accennato prima, ma c'è anche l'elemento delle maschere. Cioè il protagonista, appunto il violinista, ha delle maschere appese in casa; le intravediamo all'inizio e si vedono bene alla fine. Sono due maschere, tra l'altro, del teatro kabuki giapponese, che poco s'avvezzano come siano arrivate lì, non si sa in Irlanda, così lontano, ma una è una ningyo, è un demone rancoroso. Quindi è una ningyo, per chi conosce gli studi del teatro giapponese, sa che erano degli esseri umani che sono diventati dei demoni rancorosi perché è successo qualcosa, di solito sono donne che sono state lasciate o tradite dai mariti, e questa rabbia, questo senso appunto di rabbia profonda li trasforma in demoni. E anche l'altra maschera che c'è, che è la maschera di una fanciulla, anche lì ha vari altri significati. Cioè capite bene che questa è una fortissima metafora di quello che la depressione, l'oscurità, la rabbia, ti porta a diventare un mostro. Quindi è piuttosto significativo.

 

In ultimo poi mi voglio focalizzare anche sull'elemento appunto delle banshee, perché a un certo punto questo violinista appunto cerca di rimanere nella storia, di creare qualcosa di costruttivo in un mondo in cui non succede mai niente e decide di comporre uno spartito musicale. E questo spartito musicale si chiamerà Banshee of... adesso non ricordo il nome esatto. Comunque ha dentro la parola banshee perché lui ha una riflessione forte sul fatto di come sono le banshee ora. Le banshee, per chi non lo sapesse, sono nella mitologia, nel folklore irlandese, dei demoni urlatrici. Per farvi un'ipotesi, chi di voi ha giocato a The Witcher, c'è la banshee, che è un demone che urla, appunto, ha visto anche la serie The Witcher, sono dei demoni che sono sotto la forma di ragazze che urlano. E questo urlo è un urlo di morte. È un urlo inascoltabile che fa soffrire. E quindi questo protagonista si domanda adesso cosa facciano le banshee. Dice: Adesso le banshee non credo vadano più in giro, stanno ferme a osservare. E l'altro gli dice a predire. Quindi sono perfino le banshee, che sono un elemento di motore, di movimento, si muovono, anche loro in questa Irlanda ferma, bloccata dalla guerra, anche loro stanno ferme. Stanno ferme a predire, come l'anziana che predice. Quindi probabilmente anche l'anziana è vista come una banshee, sostanzialmente una portatrice, se si la vuole vedere un po' più occidentale, come portatrice di sventura. Però le banshee in realtà hanno varie letture. In questo caso forse è quello. Insomma è un film molto complesso. Io vi ho già dato tanta carne al fuoco su cui riflettere, ma sono certo che chi di voi vorrà vederlo troverà altre cose che mi sono sfuggite. Questo è un film da vedere più volte. Una sola volta credo di aver visto un quarto di quello che c'era da vedere, forse anche un decimo di quello che c'era da vedere. Quindi sicuramente settimane dopo è un film che vi rimarrà impresso nella mente e che ve lo porterete per tanto tempo. Non è solo un film, è un'esperienza. È un'esperienza di quello che, di quanto male gli uomini possono fare ad altri uomini. Perché la figura appunto di Colin Farrell, che è l'uomo gentile del villaggio ma viene visto come uno sciocco, si trasforma in qualcos'altro alla fine del film. Si trasforma in una figura mostruosa. E questo dimostra veramente quanto gli uomini possono fare male ad altri uomini, soprattutto in determinati contesti. Ed è una riflessione profonda, molto affascinante.

 In conclusione vorrei anche, diciamo, una riflessione sugli attori. Gli attori sono stati davvero molto bravi, molto in parte. Questa è la dimostrazione, come vi dicevo già con Okum qualche settimana fa, che gli attori irlandesi hanno tanto da dare e hanno una recitazione che magari è meno estrosa della recitazione a cui noi italiani siamo abituati con i nostri film. È una recitazione fatta di silenzi, di molto non detto, diciamo. In questo senso si avvicina più a un tipo di recitazione giapponese, in effetti, a un tipo di emozioni più lontane da noi, ma fatte appunto di forti silenzi, di senso profondo del proprio vivere. Quindi è sicuramente un'interpretazione molto bella. Sono due attori, Colin Farrell e Brendan Gleeson, che valgono la pena, vale la pena dargli una possibilità, perché questo film veramente raggiunge delle vette recitative veramente molto molto alte. Ma anche gli altri attori di contorno, anche gli altri ragazzo, appunto, interpretato da Barry Keoghan(Dunkirk, Peaky Blinders) ma anche la ragazza che fa la sorella, appunto, di Colin Farrell, interpretata da Kerry Condon(This Must Be The Place, F1).Quindi sono tutti gli attori che si vedono, anche quelli più piccoli di contorno, che anche loro sono molto bravi e aiutano veramente molto la narrativa del film. Dal punto di vista della fotografia niente da dire, siamo in Irlanda pura, quindi lussureggiante, verdeggiante, sembra quasi di poter respirare gli odori che ci sono nel film, sia gli odori quelli profumati dei fiori, dei campi, sia quelli più stantii, più lerci, come per esempio il letame appunto degli animali, ci sono tanti animali in questo film, o anche stantio come quello dei pub, la birra, la birra è un elemento importante, gli alcolici sono un elemento importante, la musica, il folklore è un elemento importante. È veramente una diapositiva di un certo tipo di realtà che però è anche metafora, che ci racconta qualcos'altro. Quindi è veramente un film ricco di contenuto e di altissima qualità registica, secondo me.

Bene io, spero anche in questo episodio vi abbia dato degli spunti di riflessione su questo film e vi abbia invogliato a vedere questo film. Come vi dicevo, questo non è un film leggero, quindi va visto quando avete il tempo, dovete dedicargli del tempo. Sono due ore, ma sono due ore secondo me ben spese, perché è un film d'autore, è un film davvero che fa riflettere e ti lascia qualcosa, si sedimenta qualcosa dentro di voi quando vedete questo film. Non è un film che dimenticherete facilmente, secondo me, vi colpirà nel profondo. Certo è appunto che è un film drammatico e anche certe scene secondo me sono anche un po' horror, per certi versi. Quindi niente, non vi voglio svelare più di tanto, vi consiglio di vederlo comunque però sapendo ben presente che questi sono i temi del film. Io vi ringrazio per avermi seguito fin qui, vi ricordo che potete riascoltare gli episodi, siamo disponibili su Spreaker, Spotify, c'è il canale ufficiale di YouTube, c'è anche il canale ufficiale di Instagram, che è intitolato Argento.podcast, dove io pubblico contenuti esclusivi. Inoltre vi ricordo che c'è la trascrizione per udenti disponibile sul mio blog, trovate i link di tutti i social di cui ho parlato sui vari social, ogni social ha il link agli altri, quindi non vi potete sbagliare. Io vi ringrazio per l'attenzione, noi ci vediamo al prossimo venerdì, buon venerdì e buon fine settimana. Io sono Matteo e questo è intitolato Argento.


Commenti


IL BLOG DELLA GRU

©2022 by Matteo Marchi. Creato con Wix.com

bottom of page