Episodio 133 - Enola Holmes 3
- Matteo Marchi

- 10 lug
- Tempo di lettura: 5 min
Bentornate amiche e amici, nell’episodio di oggi vi voglio portare all’interno della Londra vittoriana in compagnia di una nota investigatrice, oggi infatti parliamo di Enola Holmes 3, bentornati su Nitrato d’Argento.
Eccoci qui amici e amiche, nell’episodio di oggi voglio analizzare il terzo capitolo della saga che ha per protagonista la sorella di Sherlock Holmes, Enola.
Ma prima di iniziare, come sempre ecco una breve descrizione per tutti quelli che non conoscono l’opera.
Enola Holmes 3 è un film del 2026 diretto da Philip Barantini.
Il film è il seguito di Enola Holmes 2 e Enola Holmes.
L’opera è ispirata a The Enola Holmes Mysteries è una serie di romanzi gialli per ragazzi dell'autrice americana Nancy Springer, pubblicati tra il 2006 e il 2010 da Penguin Young Readers. I romanzi hanno come protagonista Enola Holmes, sorella quattordicenne del già famoso Sherlock Holmes, vent'anni più vecchio di lei.
Enola si sta preparando all'imminente matrimonio con Lord Tewkesbury e il matrimonio dei due si svolgerà a Malta. Quando la ragazza arriva sull'isola cominceranno i problemi cominciando dai pensieri sulle sue scelte di vita. Le cose si complicheranno ancora di più quando per Enola arriverà il caso più importante su cui indagare: arriva la notizia dell'improvvisa scomparsa di suo fratello Sherlock Holmes.
Questo terzo capitolo è liberamente ispirato al terzo romanzo della scrittrice Nancy Springer, intitolato Il caso del bouquet misterioso (titolo originale The Case of the Bizarre Bouquets).
Nel romanzo originale però la trama gira attorno alla scomparsa del Dottor Watson. Il film invece adatta questa storia ma apporta molti cambiamenti, l'avventura si sposta a Malta, dove Enola si reca per sposare Tewkesbury ed è Sherlock scompare misteriosamente.
Da appassionato di Sherlock Holmes non potevo certo che essere fan della saga che ha per protagonista la sorella di Sherlock anche se questa di fatto non è canonica.
Ricordo molto bene che alla visione del primo film ero, come sono sempre alla visione di un nuovo Sherlock, discretamente scettico su come potesse essere stato realizzato un film del genere.
Alla fine della visione però mi ero ricreduto totalmente e anzi, ritenevo che questo fosse un ottimo modo per avvicinare i giovani al mondo di Sherlock Holmes, magari, dopo aver letto le avventure della sorella, ai ragazzini e alle ragazzine sarebbe venuta voglia di approcciare a qualcosa di più adulto leggendo le storie del fratello maggiore, Sherlock.
Quando un film invoglia alla lettura o alla creatività, per risolvere i gialli ne serve un bel po', sono sempre felice di elogiare un prodotto del genere.
Anche l’elemento della crescita della protagonista che via via diventa più grande ed indipendente in un mondo in cui essere donna è molto difficile, ricordiamo che siamo nella Londra vittoriana, è sviluppato in maniera approfondita e da la possibilità anche alle giovani spettatrici di costruirsi una propria idea e di diventare loro stesse un po' più adulte e indipendenti.
Insomma, il primo film mi aveva colpito molto e secondo me è un prodotto che ha centrato in pieno tutti i punti portando a casa qualcosa che ritengo di successo, ben scritto e con una buona scelta di attori.
Approcciandomi al secondo film avevo grosse aspettative che sono state esaudite, lo sviluppo dei personaggi c’era tutto, la storia era forse anche migliore della prima e i temi trattati ancora più sentiti e importanti, con degli ottimi spunti di riflessione sul lavoro minorile e sui punti oscuri dell’alta società.
Non dimentichiamo inoltre che lo sviluppo della storia d’amore tra la protagonista Enola, interpretata da Milly Bobby Brown, quella che molti conoscono per essere la Undici di Starnger Things, ma che sta cercando di variare il suo repertorio, oltre a questa saga infatti sono usciti altri film che la vedono protagonista, vi consiglio Damsel, lo trovate sempre su Netflix, e I visconte di Tewkesbury, interpretato da Louis Patridge, attore anche della serie sulla famiglia Guinnes di cui avevo parlato qualche mese fa nell’episodio numero 111 di questo podcast intitolato House of Guinnes Molto più di una pinta di Guinnes.
Insomma la loro storia d’amore in questo secondo capitolo sembra svilupparsi sempre di più in un finale esaltante che rivela un altro personaggio iconico del mondo di Sherlock Holmes, Moriarty.
Arriviamo quindi a questo terzo capitolo che attendevo davvero da parecchio e che visti i discreti successi dei primi due capitolo attendevo davvero con tanta emozione.
Emozione purtroppo parzialmente delusa, mentre infatti il secondo capitolo sembrava andare spedito verso una narrazione ben scritta e un giallo interessante, questo terzo capitolo soffre di quello che mi piace definire sindrome da sequel.
Come sappiamo ci sono pochi sequel di film che sono all’altezza del primo capitolo, uno di questi è certamente Terminator 2 Il giorno del giudizio, ma in molti casi i film che seguono al primo sono l’ombra di quello che è stato il loro apri pista.
Enola Holmes 2 si era salvata da questa sindrome, Enola Holmes 3 purtroppo invece no.
Intendiamoci il film è carino, ma la trama è troppo semplice e l’arrivo del cattivo e della sua identità è tanto palese che mi ci sono voluti pochi minuti per capire chi si celasse dietro tutta la vicenda.
La rottura della quarta parete di Enola, cosa frequente anche nei precedenti capitoli, qui è esagerata e spesso buttata a caso.
L’elemento è un aggancio che negli altri due capitoli era studiato e quando succedeva aveva un senso ben preciso, questo escamotage deve essere studiato con cognizione di causa altrimenti diventa un occhiolino al pubblico banale e a volte noioso.
La recitazione degli attori è ancora ottima, plauso per Henry Cavill che ci regala uno Sherlock Holmes più umano che mai e che mostra per una volta che anche l’investigatore migliore può celare un cuore colmo di dubbi e di solitudine.
La trama in sé è davvero banale e anche la sua realizzazione sembra molto confusionaria, gli indizi su dove si concluderà la storia sono tanto palesi da essere fatti non per ragazzini, ma per persone distratte che hanno bisogno che gli venga detto chiaramente dove si andrà a parare.
Si ha l’impressione che si considerino i ragazzi come degli ingenui che non sarebbero in grado di svelare l’arcano.
Eppure nei due precedenti capitoli i gialli erano ben strutturati, magari non esageratamente complessi ma quel tanto che bastava per mettere in moto le celluline grigie tanto care ad Hercule Poirot.
Insomma questo terzo capitolo smorza un po' il mio entusiasmo per una saga che finora era stata in grado di sollecitare il mio intelletto da lettore di gialli e mi fa sperare che se mai ci sarà un seguito questo ritornerà sulla via dei primi due.
L’unico elemento trattato secondo me abbastanza bene è l’elemento dell’indipendenza che viene trattato in maniera importante, Enola è combattuta tra lo sposare l’uomo che ama e il perdere la propria identità individuale e questa è una paura comune a tutte le persone che sono fortemente indipendenti e che amano stare sole.
Alla fine della storia capirà cosa vuole fare davvero e cosa significhi legare la sua vita a quella di qualcun altro.
E voi cosa ne pensate di questo film? Vi è piaciuto? Oppure siete d’accordo con me? Fatemelo sapere nei commenti su Youtube.
Vi ringrazio per avermi seguito fin qui, vi ricordo che siamo disponibili su Spreaker, Spotify, sul canale ufficiale di Youtube, potete trovare la trascrizione per non udenti disponibile sul mio blog, trovate il link tra le info del Podcast, vi auguro un buon venerdì e un buon fine settimana, io sono Matteo e questo è Nitrato d’Argento.



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