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Episodio 127 - L'ermellino di Berlino

  • Immagine del redattore: Matteo Marchi
    Matteo Marchi
  • 29 mag
  • Tempo di lettura: 4 min

Bentornate amiche e amici, nel l’episodio di oggi voglio parlarvi della seconda stagione di una serie che avevo trattato all’inizio di questo podcast, anzi era stato proprio il primo episodio, oggi voglio parlarvi di Berlino e la dama con l’ermellino, bentornati su Nitrato d’Argento.

Eccoci qui cari amici e amiche, sono torno a parlare di una serie che di fatto è uno spin-off di una serie ben più famosa, La casa di carta.

Chi di non non ha amato quella serie spagnola che tanto a saputo raccontare sulla condizione umana e che ha saputo coinvolgere e appassionare persone da ogni parte del mondo.

Oggi sono qui per scoprire insieme a voi sè questa seconda stagione di Berlino è riuscita ancora una volta a catturare l’interesse degli appassionati oppure se si è lasciata andare vivendo sulla gloria passata.

Come sempre prima di iniziare però ecco alcune brevi informazioni.

Berlin e Damián riuniscono la banda, questa volta a Siviglia, per portare a termine un colpo da maestro: fingere di rubare la Dama con l'ermellino. Fingendo? Perché? Perché il loro vero obiettivo sono il Duca di Malaga e sua moglie, una coppia che pensa di poter ricattare Berlino. Ciò che non si aspettano è che la loro sfida risvegli il lato più oscuro di Berlino e la sua sete di vendetta.

Come vedete subito questa stagione tradisce un po’ il titolo della serie per dedicarsi ad un altro tipo di rapina, quella intentata ai danni del duca di malaga colpevole di aver ferito l’ego di Berlino, e come sappiamo bene non c’è nulla di più pericoloso di ferire nell’animo un narcisista come Berlino.

Fin da subito nella serie di capisce che c’è una leggere differenza con la prima stagione.

Mentre nella prima tutta l’attenzione era rivolta a Berlino mettendo un po’ in secondo piano le vite dei suoi colleghi, cosa di cui se non ricordo male avevo parlato nella recensione della prima stagione come uno dei leggeri difetti della serie, qui invece sembra sparire, l’approfondimento dei personaggi è più equilibrato in favore di parti che vedono protagonista Berlino con parti che vedono tranquillamente protagonisti i suoi subalterni.

In questa serie impariamo a conoscere meglio tutti i protagonisti della vicenda e in modo più simile alla Casa di carta, impariamo a conoscere i loro drammi, le loro emozioni con accenni tipicamente romantici, che da una parte mi hanno ricordato la serie originale e dall’altro voli pindarici a volte un po’ esagerati.

Gli attori come nella prima stagione sembrano rendere molto bene i loro personaggi, complice forse una dinamica tra gli attori ben collaudata.

Pedro Alonso come sempre ci regala un Berlino enigmatico, narcisista patologico che qui comincia ad approcciare alla malattia che vedremo lo porterà ad una fine tragica nella Casa di carta.

L’arrivo di una nuova donna, la caliente e indomabile Candela, interpretata da Inma Cuesta, trasforma lo snob e perfetto Berlino in un uomo diverso, più acceso, disposto a morire per amore.

La storia che ci viene raccontata è essenzialmente una storia tra due narcisisti, Berlino infatti non sopporto l’idea che un’altro uomo, più ricco e dai gusti eccelsi come i suoi possa permettersi di tenere per sé una immensa fortuna nascosta agli occhi di tutti.

Sono volutamente enigmatico su quale sia questa fortuna proprio per non spoilerare niente, chi ha visto la serie sa a cosa mi riferisco.

Per Berlino la sfida è più importante del denaro stesso, è mettere alla prova il proprio intelletto fino al limite massimo, in un gioco mortale che lo porterà prima o poi verso una fine certa.

La serie mette in luce nuovi aspetti del personaggio e resta fedele a quello che eravamo abituati a conoscere.

La ambientazione questa volta si sposta a Siviglia con tutto un pattern di colori molto più caldo e vibrante rispetto alle luci romantiche di Parigi. Qui la parte romantica è presente ma è governata di più dalle passioni che travolgono i protagonisti fino alla fine dell’ultimo episodio.

Difficile dire se ci sarà una terza stagione, la serie conclude le vicende messe in moto nella seconda stagione ma mantiene alcune porte aperte in modo che, in caso di successo la serie possa essere rinnovata per una terza stagione. Secondo me, vista la qualità che si è voluta dare a questa seconda stagione, è molto probabile che ne uscirà una terza.

Tornando ai personaggio, devo dire che anche le figure del Duca di Malaga e di sua moglie sono interessanti, un po’ sopra le righe per certi aspetti e in parte forse stereotipati un po’ troppo, ma l’esserlo per certi versi alleggerisce l’intera visione e forse questa direzione si è voluta proprio per rendere questi personaggi, davvero pericolosi se ci pensate bene, come delle figure quasi bidimensionali, quasi come se il Duca fosse l’antagonista naturale per Berlino, un uomo ricco ed eccentrico, contro il ragazzo della periferia cresciuto con il fratello tra le ristrettezze economiche, quasi una rivalsa di classe verso un mondo così lontano da quello che era il mondo di Berlino e del Professore.

Dal punto di vista tecnico la serie è in linea con la precedente stagione, propone una storia veloce, a tratti forse un po’ confusionaria, ma dopotutto il cervello dell’operazione nella Casa di carta era il professore ed è normale che Berlino abbia il suo approccio ai furti, più spettacolare e meno elaborato del fratello.

Questa serie è indirizzata ai fan più accaniti della Casa di carta, quelli che ancora non si sono stancati di vedere uno dei personaggi più iconici muoversi in quelle atmosfere che in parte ricordano la serie originale e in parte vogliono reinventare alcuni concetti, sempre però senza snaturare la serie originale.

Nel complesso la serie intrattiene e ti porta verso la fine senza particolari colpi di scena, fatta eccezione forse per alcuni momenti.

Come ho già detto solo il tempo ci dirà se ci sarà effettivamente un seguito a questa stagione, nel frattempo vi invito a guardarla, se vi è piaciuta la prima stagione di certo questa non vi lascerà delusi, ma state attenti, questa serie aggiunge poco rispetto all’altra ma quello che aggiunge è interessante e arricchisce anche se di poco il mondo ormai espanso della Casa di carta.

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