top of page

Episodio 125 - A Dangerous Method

  • Immagine del redattore: Matteo Marchi
    Matteo Marchi
  • 15 mag
  • Tempo di lettura: 4 min

Bentornate amiche e amici, in questo episodio un po’ particolare voglio parlarvi di un film uscito un po’ di tempo fa parla della amicizia tra due psicoanalisti e la donna che uno dei due ebbe in cura, oggi parliamo di A Dangerous Method bentornati su nitrato d’argento.

 

Eccoci qui, amiche e amici come annunciato nella Intro di questo episodio oggi voglio trattare della storia tra Sigmund Freud e Carl Gustav Jung ma come sempre prima di iniziare, ecco una breve sintesi:

 

A Dangerous Method è un film del 2011 diretto da David Cronenberg.

 

Il film, ambientato tra Zurigo e Vienna alla vigilia della prima guerra mondiale, si basa sui rapporti turbolenti tra lo psichiatra Carl Gustav Jung, il suo mentore Sigmund Freud, il loro collega Otto Gross e Sabina Spielrein, una psicoanalista bella e tormentata che si frappone tra loro.

 

Questo film strutturato in maniera intelligente si introduce negli anni giovanili della psicoanalisi. Vediamo infatti un giovane Jung(interpretato da Michael Fassbender) approcciare al metodo psicoanalitico di Freud per riuscire a curare una nuova paziente che è arrivata nell’ospedale di Zurigo, dove lavorava.

Questa donna si chiama Sabina Spielrein(interpretata da Keira Knightley) sì sembra soffrire di una forte nevrosi, Jung identificando questa nevrosi nella figura paterna della donna riesce in qualche modo a mitigare le esternazioni più estreme della paziente.

Young inoltre comincia ad avere una certa fama e l’avvicinamento con Freud sembra beneficiare il suo lavoro di medico.

Freud, quindi gli manda Grossman un altro medico con tendenze nevrotiche e dalla sessualità molto aperta.

Questo personaggio scatena in Jung tutta una serie di dubbi sia sul proprio lavoro sia sull’approccio verso i pazienti.

La vicinanza con la giovane Sabina, che ora desidera diventare medico, anche lei scatena Jung, un turbine di pensieri che lo porterà verso un lento, ma ha deciso distaccamento dalle teorie di Freud.

Con la trama, però, mi voglio fermare qui. Non voglio darvi ulteriori spoiler quello che è interessante in tutto questo film è proprio la resa estremamente coerente con i personaggi.

Ognuno degli attori presi in causa da Jung a Sabina a Sigmund Freud(interpretato da Viggo Mortensen) riescono a restituirci personaggi veri e approfonditi, riuscendo ad darci l’impressione che dietro alle parole, ai gesti, agli sguardi e alle decisioni ci sia un modo di emozioni e di sentimenti ben celati.

 

La ricerca di Jung per trovare la propria strada all’interno della giovane scienza della psicoanalisi lo porta a un naturale distacco dal proprio maestro Freud mal distacco avviene non in modo dolce ma in modo brusco sia da un lato per la via del misticismo intrapresa da Jung, sia dall’altro per l’estrema coerenza scientifica che ha Freud verso la psicoanalisi.

 

Un elemento interessante e che è successo effettivamente per davvero è il racconto dei sogni di Jung Freud e di come questi siano importanti per la comprensione della mente dell’analista. La cosa davvero interessante però è anche il fatto che storia vuole questo procedimento funzionasse per entrambi quindi, Jung raccontava il proprio sogno a Freud che l’ho analizzava e Freud raccontava il proprio sogno Jung che lo analizzava, il problema sostanziale e si nota nel film è quando Freud smette di raccontare chiaramente i suoi sogni, e questo ha a detta sua per non apparire debole nei confronti dei propri apprendisti, essendo lui considerato il padre della psicoanalisi, mostrare i propri dubbi attraverso i sogni gli appariva come un gesto di debolezza. Questa ammissione però fatale crea la prima, ma importante, crepa nel rapporto tra loro due.

Young, in qualche modo si sente tradito dal proprio maestro che non lo appoggia del tutto quando gli rivela di cercare una via più mistica verso cui portare la psicoanalisi Freud però dal canto suo tiene molto al riconoscimento del mondo scientifico e ritiene rischioso indugiare in scienze non proprio scienze, ma spesso mera stregoneria o scienza della dubbia efficacia qualitativa.

Il discorso sarebbe molto lungo e questo non è un podcast di psicoanalisi quello che però voglio far notare e che l’estrema accuratezza e la grande attenzione con cui questo film parla di questi temi lo rende una delle poche opere degne di nota nel panorama dei film sulla scienza della psicoanalisi ed è anche un ottima occasione per buttare un occhio sul rapporto molto discusso durante lo sviluppo della psicoanalisi, quello tra Freud e Jung.

Durante il film si vedono vari momenti chiave e la vita di questi due sia il loro primo incontro sia il viaggio in America in cui si vede tra l’altro, anche il primo psicoanalista Italiano, ovvero Ferenzi sia ovviamente gli ultimi momenti e anche le discussioni.

Il film non sembra voler dare un giudizio forte sulle azioni che compiono i protagonisti in particolare ovviamente Jung che risulta il protagonista maggiore tra i tre quello che voleva darci sono le informazioni per poter decidere noi tra virgolette “da che parte stare”.

Questo discorso, ovviamente è un discorso che non aveva mai fine come sapete bene esistono varie scuole di pensiero della psicoanalisi. Abbiamo Freud abbiamo Young abbiamo Adler e ne abbiamo altri tutti con la loro personale visione dell’idea originale di Sigmund Freud.

Nel complesso il film è un ottimo prodotto dalla sua un’ottima recitazione di tutti gli attori coinvolti un’ottima sceneggiatura e ovviamente un’ottima regia devo mettere un appunto però se vi aspettate il Cronemberg di film come Videodrome, La zona morta, La Mosca, potreste restare molto delusi.

In questo film il regista ha voluto focalizzarsi molto sul lato psicologico e meno sul lato carnale della situazione, ma lo ha fatto in un modo ottimo, restituendoci un’opera secondo me degna di essere vista.

 

Consiglio questo film a tutti i fan dei film biografici, a quelli che amano la storia della psicologia e ai fan del regista che desiderano vedere tutte le sue opere.

 

Vi ringrazio per avermi seguito fin qui, vi invito a seguirmi sulle varie piattaforme, Spreaker, Spotify, il canale ufficiale di YouTube e la trascrizione per non udenti disponibile sul mio Blog. Vi ricordo inoltre che ha aperto da poco il canale ufficiale di Instagram dove pubblico contenuti esclusivi. Vi auguro un buon venerdì e un buon fine settimana, io sono Matteo e questo è Nitrato d’Argento.


 

Commenti


IL BLOG DELLA GRU

©2022 by Matteo Marchi. Creato con Wix.com

bottom of page