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Episodio 119 - Ti uccideranno Il film a metà tra Tarantino e Rodriguez

  • Immagine del redattore: Matteo Marchi
    Matteo Marchi
  • 3 apr
  • Tempo di lettura: 4 min

Bentornate amiche e amici, oggi voglio parlarvi di un film appena uscito, è un horror dal sapore tarantinano con una punta di Robert Rodriguez, oggi parliamo di Ti uccideranno, bentornati su Nitrato d’Argento.

 

Eccoci qui amiche e amici, questo film mi ha colpito fin dal trailer e aspettavo di vederlo ormai da parecchio, come sempre però, per tutti quelli che non sanno di cosa parlo, ecco una breve sintesi:

 

Ti uccideranno (They Will Kill You) è un film del 2026 diretto da Kirill Sokolov.

 

Ti uccideranno porta sul grande schermo un horror-action-comedy ad alto tasso di adrenalina e intriso di sangue, in cui una giovane donna deve sopravvivere alla notte al Virgil – il covo misterioso e oscuro di un culto demoniaco – prima di essere sacrificata. Ne nasce uno scontro cinematografico audace e senza freni, tra uccisioni efferate e un umorismo nerissimo.

 

Questo film, di cui non voglio rivelare troppo sulla trama, porta con sé un citazionismo attento e intelligente frutto di due mondi narrativi, quello di Quentin Tarantino e quello di Robert Rodriguez, il tutto condito con una visione fresca e originale del regista russo Kirill Sokolov, regista esordiente e autore di film come Why don’t you die e Alone in the ocean.

 

La struttura stessa della storia ricorda un po' Kill Bill di Tarantino e la protagonista Asia Reeves(interpretata dalla splendida Zazie Beetz, voi la conoscerete forse per aver interpretato Domino in Deadpool 2) ricorda moltissimo la Sposa interpretata da Uma Thurman.

 

Armata di machete e fucile a pompa questa macchina per uccidere dai capelli afro si fa largo tra i satanisti in un hotel che prende a piene mani dal mito del Cecil Hotel, costruito bel 1924 a Los Angeles e teatro di oltre 15 morti sospette.

A capo di questo gruppo di squinternati troviamo Lilith Woodhouse (interpretata da Patricia Arquette) e Kevin (interpretato da Tom Felton).

 

La storia in se per sé è abbastanza standard, durante il film veniamo a sapere la vera ragione per cui Asia Reeves è arrivata nell’hotel mentre il gruppo continua a mandargli contro frotte e frotte di maniaci dalla mannaia facile con un ritmo a metà tra lo splatter tarantinano e il videogame action anni 90.

 

La trama però non è altro che un mero escamotage per alternare un uso sapiente delle inquadrature durante i combattimenti ad un uso creativo dei corpi maciullati.

In una interessante sequenza che ho trovato davvero buffa e simpatica, nonostante gli elementi in gioco, un occhio provvisto dei sui filamenti di cornea parte all’inseguimento della protagonista nei condotti dell’aria, il tutto viene svolto in una maniera davvero originale e anche se l’occhio è spaventosamente realistico l’ambiente in cui si muove e il tema della scena fa si che il tutto si trasformi davvero in una commedia horror degna di essere vista.

 

La recitazione è agli sgoccioli ed è tutto portato a livello fisico, l’eroina della storia ondeggia tra l’invincibilità esagerata dei film di Robert Rodriguez e la fragilità emotiva di quelli di Tarantino.

Zazie Beetz riesce a regalarci una interpretazione unica senza mai risultare stereotipata. In questo genere di film è molto facile lasciar vcadere l’intepretazione in qualcosa di stereotopato, in questo caso però la Asia Reeves di Zazie Beetz è una figura tragica, uno spirito rotto dalla violenza giovanile e rinato sotto i sensi di colpa e sotto le percosse della prigione per diventare un’amazzone guerriera che vuole rompere le catene della ricca borghesia bianca e gridare un sonoro vaffanculo alla società retrograda del ventensimo secolo che voleva le donne nere solo come domestiche o come figure da sacrificare.

 

In questo film c’è una forte metafora di rivalsa sociale. Asia Reeves afroamericana ex galeotta accetta un lavoro come domestica in un grande hotel gestito da bianchi solo per compiere una missione segreta che sa solo lei e che le permetterebbe di chiudere i conti con il passato.

Guarda caso l’unica figura che viene in suo aito è un uomo nero che fa il tuttofare e che è sposato con una donna bianca.

Anche il matrimonio da questo è la donna bianca che è Lilth Woodhouse, che non si è voluta piegare alle norme della società ma che guarda caso si è dovuta piegare alle norme dell’hotel per salvare il suo rapporto con il marito rappresenta che nonostante si cerchi di vivere a testa alta le proprie scelte c’è sempre qualcuno disposto a metterci sotto per ciò che abbiamo osato fare.

 

Il film unisce horror e commedia in maniera intelligente, è un prodotto davvero originale e che riesce a svecchiare senza annoiare il genere, credo che dovremmo tenere d’occhio Kiril Skolov nei prossimi anni, con questo film ha dimostrato che è ancora possibile creare un prodotto interessante da un genere figlio degli anni 90.

 

La recitazione degli attori funziona molto bene ed è il perfetto traino tra una scena d’azione e l’altra.

Le musiche sono il perfetto sfondo per la storia e sono studiate con attenzione in modo da restituire alla scena piena potenza espressiva.

 

Nel complesso il film è un prodotto originale che merita di essere visto, chiunque ami il genere di Tarantino o di Robert Rodriguez qui troverà terreno fertile per la sua fantasia e troverà in Kirl Sokolov un degno esponente del genere Comedy-horror.

 

Vi ringrazio per avermi seguito fin qui, spero di avervi incuriosito con la mia recensione, fatemi sapere se andrete a vedere il film o se lo avete già visto e cosa ne pensate.

Vi invito a seguirmi sulle varie piattaforme, Spreaker, Spotify, il canale ufficiale di Youtube, di recente è uscito anche il canale ufficiale di Instagram dove pubblico contenuti esclusivi, vi ricordo inoltre che è disponibile la trascrizione per non udenti di tutti gli episodi sul mio blog, trovate il link tra le info del podcast.

Vio auguri un buon venerdì e un buon fine settimana, io sono Matteo e questo è Nitrato d’Argento.


 

 

 

 

 

 

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