Ep. 122 - Die My Love Cronaca di una depressione post parto
- Matteo Marchi

- 24 apr
- Tempo di lettura: 5 min
Bentornate amiche e amici, oggi voglio addentrarmi in un film davvero interessante, parla di una relazione e di tutto ciò che comporta, oggi parliamo di Die my love, bentornati su Nitrato d’Argento.
Eccoci qui amiche e amici, oggi parliamo di un film che mi ha davvero colpito, ma come sempre prima di addentrarci nella storia, ecco una breve sintesi:
Die My Love è un film del 2025 diretto da Lynne Ramsay.
Adattamento cinematografico del romanzo Matate, amor (Ammazzati amore mio, 2012) di Ariana Harwicz, ha per protagonisti Jennifer Lawrence e Robert Pattinson. Ha concorso al 78º Festival di Cannes ed è stato presentato in anteprima italiana il 20 ottobre 2025 alla XX Festa del Cinema di Roma.
Grace e Jackson decidono di lasciare New York per trasferirsi in una casa di campagna nel Montana, ereditata dallo zio di Jackson, in un ambiente rurale e isolato.
La nascita del loro bambino dovrebbe segnare un nuovo inizio, ma per Grace la maternità si rivela molto diversa da come l’aveva immaginata: la giovane madre diventa sempre più nervosa e imprevedibile, mentre il suo compagno Jackson assiste impotente.
Questa storia risulta tanto banale quanto realisticamente vera.
Fin da subito non è chiaro quanto, all’interno della storia ci sia di vero e quanto la protagonista se lo immagini.
L’isolamento che Grace prova dopo la nascita del suo bambino e una depressione post parto che si prolunga pericolosamente oltre il dovuto, complice anche una non adeguata assistenza da parte del marito che sembra disinteressarsi a lei quasi completamente dopo la nascita del suo primo genito fa sì che tutta la realtà intorno a lei si deformi e renda ogni cosa strana e disturbata.
Questa storia racconta con coraggio una realtà che spesso la nostra società finge di non vedere e relegata a qualcosa di passeggero o banale, la depressione e più nello specifico la depressione post parto.
Grace cerca in tutti i modi di ritrovare una dimensione al di fuori del figlio ma tutto sembra essergli contro. Anche il marito che si distacca da lei e non si occupa quasi delle faccende di casa, portando a casa un cane, un cucciolo di cui inizialmente si prende cura ma poi lascia alle cure di Grace, già oberata di faccende con il figlio e che non ha ne tempo ne voglia per mettersi a badare ad un cane che abbaiando tutto il giorno fa piangere il bambino non facendo dormire ne lei ne il bambino.
Capite bene che questa situazione esasperante viene pungolata dall’arrivo di un misterioso uomo in moto che tutte le sere passa davanti alla casa di Grace e si ferma a guardarla per qualche instante.
Questo interesse e il sospetto che il marito la tradisca con altre donne, dico sospetto perchè come ho premesso all’inizio molte delle cose che sembra notare Grace potrebbero essere vere come sue interpretazioni mosse dalla solitudine e dalla depressione, la spingono tra le braccia di quest’uomo misterioso.
L’unica figura che sembra smuovere la curiosità di Grace per la vita è il padre del marito, Harry, interpretato da un fantastico Nick Nolte, che non vedevo da un sacco sullo schermo e che qui ci regala un personaggi fragile ma molto vero, un uomo con la sindrome di Alzehimer, unico personaggi che però riesce ad entrare in empatia con Grace perchè egli stesso sta soffrendo, e, proprio attraverso la sofferenza si crea una empatia silenziosa che purtroppo terminerà alla morte di lui.
Da quel momento Grace non avrà più una rete di sicurezza, ogni azione che compirà la porterà sempre di più verso un baratro sempre più profondo.
L’opera riesce molto bene a raccontare una storia credibile e molto vera, un tipo di sofferenza che molte persone attraversano e che non tutte riescono a superare.
Tutta la scena finale del film non è altro che una gigantesca metafora di quel che si dice attraversare l’inferno e di come a volte questo inferno finisca per inghiottirti, costringendoti a lasciare amici e familiari dentro quell’immagine perfetta che per tanto tempo ci ha aiutato e dato conforto e che ora non fa altro che ricordaci costantemente quanto siamo imperfetti e fuori posto per quella realtà.
Non vi nasconderò che questo è un film pesante, farete fatica a vederlo tutto con la giusta attenzione fino alla fine, ma se riuscirete a farlo vi darà tanti spunti utili per capire di più su di voi e su ciò che c’è intorno a voi, magari riuscirete ad ottenere una maggiore sensibiltà e noterete anche i problemi degli altri, perchè a volte siamo così presi dai nostri problemi da non vedere che intorno a noi ci sono altre persone che soffrono.
Parlando invece della recitazione devo dire che c’è stato un ottimo lavoro, Jennifer Lawrance e Robert Pattinson risultano davvero credibili come coppia, le loro reazioni a ciò che gli succede intorno sono tanto naturali da risultare davvero coinvolgenti. La recitazione permette di entrare subito nella storia e certe scene sono davvero suggestive. Anche gli attori secondari come la madre di Jackson, Pam, interpretata da Sissy Spacek e Harry interpretato da Nick Nolte riescono a costruire intorno alla coppia una realtà vera.
La figura della madre è molto importante anche perchè mostra una realtà come quella della perdita, Pam infatti perde il marito e diventa sonnambula, gira di notte con il fucile del marito, anche questo è un modo per la mente di non accettare la perdita dell’uomo che ama, un uomo che certamente l’ha messa in difficoltà per anni con la sua malattia ma che certamente lei era ben disposta a tollerare pur di averlo accanto a sé.
Nel momento in cui Grace gli toglie il fucile le sembra stare meglio, sembra riuscire in qualche modo a superare quel dolore e andare avanti.
Questo mostra ancora più chiaramente quanto a volte ci siano persone che riescono a superare il dolore e altre volte ci siano persone che non riescono a superarlo.
Nel complesso il film è un’opera veramente bella, costruisce una fragilità vera fatta di quotidianità e di relazioni tra le persone.
La regia è interessante, le inquadrature studiate e anche i suono ambientali rispecchiano bene le situazioni.
Consiglio questo film a tutti, non è certamente un film leggero ma vale la pena fare quello sforzo in più per guardare un film che certamente vi farà pensare e di cui avrete voglio di condividere con gli altri i pensieri e le opinioni come ho fatto io con voi oggi.
Vi ringrazio per avermi seguito fin qui, spero che questa recensione vi sia piaciuta. Fatemi sapere se avete visto il film e se anche a voi è piaciuto. Vi ricordo di seguirmi sulle varie piattaforme, Spreaker, Spotify e sul canale ufficiale di YouTube, è aperta da poco anche la pagina Instagram ufficiale dove pubblico contenuti esclusivi, vi ricordo anche che sono disponibili le trascrizioni per non udenti sul mio blog, trovate il link tra le info. Vi auguro un buon venerdì e un buon fine settimana, io sono Matteo e questo è Nitrato d’Argento.



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