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Episodio 117 - Young Sherlock Le avventure del giovane Sherlock Holmes

  • Immagine del redattore: Matteo Marchi
    Matteo Marchi
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 5 min

Bentornate amiche e amici, in questo episodio, dopo aver discusso un po' in quello precedente ho voluto portarvi un prodotto che fin da subito a smosso la mia curiosità, soprattutto per i temi che andava a trattare, oggi parliamo di Young Sherlock, bentornati su Nitrato d’Argento.

 

Eccoci di nuovo qui in un nuovo episodio, prima di cominciare vi ricordo che è attivo da poco il canale instagram ufficiale del podcast, dove potete trovare contenuti esclusivi per tutti quelli che lo seguono.

Tornando invece all’episodio di oggi devo dire che l’annuncio di questa serie ha attivato il mio campanello automatico riguardo a tutto ciò che riguarda Sherlock Holmes, chi mi conosce bene sa quanto io sia appassionato al personaggio, tanto da aver fatto del museo di Sherlock Holmes al 221B di Baker Street di Londra, tappa obbligata di quasi tutti i miei viaggi nella città del Big Bang.

 

Ho letto quasi tutti i libri, visto quasi tutte le saghe a riguardo e nonostante ormai abbia visto il personaggio cambiato in diverse forme, alcune davvero di pregio, come Mr. Holmes con Ian Mackellen o Sherlock di Benedicth Cumberbach, non mi stanco mai del genere e vengo irrimediabilmente attratto dalla storia e dal personaggio.

 

In questo caso però la storia si pone come un prequel ufficiale dei due film di Guy Richie con protagonisti Robert Downey Jr. e Jude Law, come sempre prima di entrare nel vivo ecco una breve sintesi:

 

Young Sherlock è una serie televisiva anglo-statunitense ideata da Matthew Parkhill e sviluppata da Guy Ritchie e Peter Harness, è tratta dalla serie di romanzi di Andy Lane. La serie vede come protagonisti Hero Fiennes Tiffin e Dónal Finn e ha debuttato il 4 marzo 2026 su Prime Video.

 

Nel 1871, uno Sherlock Holmes diciannovenne, ancora inesperto e alle prime armi, si trova coinvolto in un tragico omicidio all'Università di Oxford. Mentre affronta il suo primo caso, privo di disciplina e metodo, Sherlock riesce a smascherare un complotto internazionale che cambierà per sempre il corso della sua vita.

 

Mi domandavo mentre aspettavo di mettere le mani sul prodotto se questa storia potesse, a distanza di anni dal secondo capitolo con Robert Downey Jr. e Jude Law, quindici ne sono passati da Sherlock Holmes Gioco di Ombre, per chi non lo ricordasse è del 2011, riuscire ad offrire la stessa attrazione da giallo action con umorismo british che tanto avevamo amato noi appassionati di Sherlock Holmes.

 

La storia in sé è interessante e riesce a parer mio a catturare almeno in minima parte quelle vibes a cui i film di Guy Richie ci aveva abituati, lo stesso regista infatti dirige i primi due episodi dando l’avvivo alla storia e conducendoci all’interno di un mistero che via via si dipanerà all’interno di 8 episodi.

 

La vera domanda che affollava i miei pensieri quando aspettavo di vedere la serie era: riusciranno altri attori ad incarnare quei personaggi che tanto mi erano piaciuti e che tanto avevano saputo incarnare in maniera geniale quei due attori di qualità che sono Robert Downey Jr. e Jude Law?

Conscio del fatto che in questi casi per fare un buon lavoro non serve imitare gli attori precedenti ma creare da soli una ottimale via di mezzo, sia Hero Fiennes Tiffin(interprete di Sherlock Holmes) sia Donald Finn(interprete di James Moriarty) riescono nel loro intento e sfruttando la libertà del fatto che gli avvenimenti della storia sono ambientati 19 anni prima degli eventi di Sherlock Holmes, riescono a delineare dei personaggi che a tratti ricordano gli originali e a tratti invece portano nuove ed interessanti visioni.

 

Il lavoro fatto da tutti gli attori in realtà è frutto di uno studio e di una attenta elaborazione dei personaggi, nella storia troviamo Max Irons, che interpreta il fratello di Sherlock, Microft Holmes, intepretato nei film originali da uno dei miei attori preferiti, Stephen Fry, anche Sir Bucephalus Hodge , interpretato da Colin Firth riesce a portare un personaggio vivo e che a tratti incarna una vetusta nobiltà inglese ormai prossima alla morte.

Abbiamo poi Natasha McElhone e Joseph Finennes che qui interpretano rispettivamente Cordelia e Silas Holmes, madre e padre di Sherlock Holmes.

In ultimi anche Zine Tseng e Numan Acar, intepreti dei personaggi di Gulun Shou'an e Esad Kasgarli, di cui non vi faccio ulteriori descrizioni per non farvi spoiler della trama.

 

L’elemento curioso di questo casting è proprio la scelta di attori come Hero Fiennes Tiffin, nipote di Ralph e Joneph Fiennes, che qui interpreta suo padre, Silas Holmes, a tutti quelli che si stanno chiedendo dove hanno già visto quella faccia, sappiate che ha interpetato Tom Riddle in Harry Potter e il principe mezzosangue.

Abbiamo anche Max Irons, che interpreta Microft Holmes che è il figlio di Jeremy Irons.

Hero Fiennes Tiffin ha saputo creare uno Sherlock Holmes in maniera intelligente, prendendo alcuni elementi dall’interpretazione di Robert Downey Jr. e trovando una interpretazione originale.

 

Tutta la struttura della storia risulta solida e porta all’interno tutti quegli elementi tipici delle storie di Sherlock Holmes a cui Guy Richie ci aveva abituato, azione, sottotrame, musiche e misteri che attraggono lo spettatore e si pongono come una sfida riuscita.

 

Credo di poter dire che a molti dei fan dei film originali questa serie potrebbe davvero piacere, unica pecca che però non è implicabile alla serie ma che è implicabile solo agli autori è il fatto che dopo aver appurato che è ancora possibile mettere in scena un baraccone in stile Sherlock Holmes di Guy Richie viene un po' di rimorso a pensare che ancora, dopo tutti questi anni, il regista non sia riuscito a regalarci quel terzo capitolo che tutti i fan stanno aspettando con impazienza.

 

Questo ovviamente non inficia il mio parere su quest’opera, Young Sherlock è una serie solida che diverte, intrattiene e offre un giallo nello stile di cui Guy Richie e i suoi film ci avevano intrattenuto, pochi fronzoli e tanta azione, in una Londra, anzi, in una Oxford che non fa rimpiangere per niente la Londra dei film, ma che ci porta nel vivo dell’azione con una scenografica affascinante e coinvolgente.

 

Nel complesso l’opera come avrete capito dalla mia recensione offre molto, gli attori hanno colto l’essenza dell’opera, le musiche e la fotografia sono in linea con quanto i film precedenti ci avevano mostrato e anche la storia riprende alcuni dei temi originali dei primi due film.

 

Ultimo elemento che mi sento di elogiare è l’interessante accoppiata Holmes Moriarty, i due lati della stessa medaglia che in futuro diventeranno acerrimi nemici, qui schierati insieme, quando ancora le vicissitudini della vita non li avevano portati agli antipodi, quando ancora, le durezze del mondo non aveva portato uno verso il totale isolamento dalle persone e l’altro verso il crimine più efferato.

Davvero una bella accoppiata che diverte e pone in una veste nuova due personaggi cosi bene incastrati nell’immaginario collettivo da vederli sempre uno contro l’altro e mai come possibili compagni, qui invece in questa veste.

Anche la scelta di escludere del tutto il personaggio di Watson crea una nuova ed interessante scelta narrativa in cui Holmes deve prima di tutto imparare a cavarsela da solo prima di prendere in mano la sua carriera di detective in compagnia del suo abile amico dottore.

 

Vi ringrazio per avermi seguito fin qui, spero che questa recensione vi sia piaciuta, vi invito a scrivermi nei commenti se voi la avete già vista e cosa ne pensate, vi invito a scrivervi al podcast, siamo disponibili su Spreaker, Spotify, ci trovate anche su Youtube nel canale ufficiale, da poco tempo è disponibile anche l’account instagram, vi ricordo inoltre che sul mio blog trovate anche la trascrizione per non udenti di tutti gli episodi, trovate il link tra le info del podcast, grazie per avermi seguito fin qui, noi ci vediamo venerdì prossimo, buon venerdì e buon fine settimana, io sono Matteo e questo è Nitrato d’Argento.


 

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