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Episodio 114 - Eternity

  • Immagine del redattore: Matteo Marchi
    Matteo Marchi
  • 27 feb
  • Tempo di lettura: 5 min

Bentornate amiche e amici, oggi voglio parlarvi di un film che è uscito un po' in sordino proprio in questo periodo e che nel silenzio però racconta una storia affascinante e romantica, oggi parliamo di Eternity, bentornati su nitrato d’argento.

 

Eccoci qui ancora una volta a parlare di film, vi invito come sempre a mettervi comodi e a seguirmi nella storia di cui voglio parlarvi oggi.

Oggi parliamo di un film uscito di recente e dal concept interessante, come sempre prima di entrare nel vivo, ecco alcune informazioni.

 

Eternity è un film del 2025 co-scritto e diretto da David Freyne.

La sceneggiatura è stata scritta con Pat Cunnane; nel cast figurano attori come Miles Teller, Elizabeth Olsen, Callum Turner, John Early e Da'Vine Joy Randolph.

Joan è in auto con suo marito Larry, stanno andando a un gender reveal party di famiglia, discutono del più e del meno. Insieme da 65 anni, rivedono in casa una foto del primo marito di Joan, il perfetto Luke, morto in guerra. Una visione "fatale" per Larry, che si risveglia nell'Aldilà. Quando anche Joan lo raggiungerà i due si ritroveranno, ma scopriranno che c'è anche Luke in attesa. Starà a Joan, divisa tra i due grandi amori della sua vita, decidere in una manciata di giorni con chi passare tutta l'eternità.

 

Questo film vuole trainarci all’interno di una storia impossibile, scoprire cosa effettivamente succede nell’aldilà alle coppie sposate quando muoiono.

Ma in verità vuole anche farci riflettere sulle scelte che durante la nostra vita siamo costretti a fare e su come queste ci influenzino per voler citare il titolo del film in eterno.

Prima di partire nel vivo della analisi voglio concentrarmi su alcuni punti che personalmente ho apprezzato molto.

In primi la scenografia che nello sviluppo e nella realizzazione ricorda tantissimo quella delle scenografie teatrali e ciò risulta ancora più evidente durante le scene all’interno degli archivi, questi lunghissimi corridoi con delle piccole finestre dove è possibile rivedere i momenti del passato, queste sono fatte a mo’ di piccolo teatro dove i due protagonisti, davanti ad una scenografia scarna e essenziale mettono in scena i vari momenti della vita insieme.

Anche i fondali che cambiano alle finestre delle stanze dove i protagonisti passano il loro tempo e che servono a scandire il tempo sono veri e propri fondali di scena dipinti, e le luci che si spengono a fine giornata fanno le stesso suono dei fari di scena durante una rappresentazione.

Capite bene che tutto il racconto è sviluppato in un’ottica molto particolare che spinge tutta l’attenzione verso i sentimenti di questo strano trio che fa di tutto per cercare di dare un senso a ciò che sta avvenendo.

 

La recitazione degli attori si sviluppa molto bene, soprattutto i due personaggi interpretati da Miles Teller e Elizabeth Olsen, la coppia sposata che dopo 65 anni di matrimonio si vede costretta a tirare le somme di una vita fatta di momenti belli come di momenti brutti.

 

La loro relazione risulta molto vera in scena e ovviamente ci mostra tutta quella dolcezza frutto di anni di convivenza.

 

La lotta di Joan, Elizabeth Olsen, per capire quale sia davvero la scelta giusta tra il suo primo marito Luke, Callum Turner, perso dopo solo due anni di matrimonio a causa della guerra, fa tornare a galla tutto il trauma della protagonista e arriva a fargli dubitare perfino del suo attuale rapporto con il suo secondo marito.

 

Questo strano rapporto a tre che si sviluppa evoca un passato fatto di dolore, un senso di tradimento verso il primo marito e un senso di indecisione verso tutto quello che c’è stato con il secondo marito.

Questo film è un film romantico ma mi sento di inserirlo anche all’interno del genere drammatico perché pone lo spettatore davanti a delle scelte che forse ha vissuto o che forse gli è capitato di vedere.

Questo film non si nasconde dietro il dito sdolcinato del romanticismo ma pone riflessioni serie su cosa significhi dedicare la propria vita a qualcun altro, o a cosa significhi passare tutta la vita in compagnia di qualcuno e poi rischiare di perderla.

 

Non vi farò spoiler su come il film finisce, credo che un film del genere debba essere visto senza troppi consigli, sono sicuro che ognuno di noi andrà ad attingere dalle proprie esperienze e si farà un’idea su quale sia il significato del film, quello che posso dire è proprio che è un film romantico ma anche molto riflessivo su cosa significhi amare.

 

Da punto di vista tecnico il film funziona, come ho già detto ho molto apprezzato la descrizione del mondo nella storia. Altra piccola particolarità che ho trovato davvero divertente è la descrizione delle varie eternità in cui è possibile scegliere dove passare il resto della vita. In pratica decine e decine di diversi paradisi in cui passare il resto dei nostri giorni, è possibile trovare l’eternità marxista, quella della Germania anni trenta totalmente priva di nazisti, la Parigi degli anni 60, il paradiso della montagna, quello del mare e tanti altri che sono sicuro vi divertirete a scoprire, si vede che gli scenografi si sono divertiti tanto a creare un mondo profondo e realistico dove poter muovere in maniera convincente i personaggi.

 

Piccola nota invece sui personaggi, come ho detto i due protagonisti, Lerry e Joan sono stati resi davvero bene. I personaggi che mi hanno convinto meno sono stati per primo Luke, il primo marito di Joan risulta a tratti troppo stereotipato e la gag del fatto che lui sia bellissimo e perfetto dopo un po' stanca, soprattutto se ce la propinano durante il film una ventina di volte e di fila. Mi resta il dubbio che il mancato approfondimento può essere dato da due motivi. Il primo è il fatto che quello che impariamo di Luke sono le stesse cose che Joan sapeva di lui quando è morto, è un bel ragazzo, serio, affidabile, un marito perfetto, quindi la storia volutamente non ci dice altro su di lui perché di fatto sono i ricordi di Joan a renderlo tale. Questa opzione però ha un problema, Luke nella storia non è un ricordo ma è proprio lui, questo non volerlo approfondire manca di credibilità e in un contesto come quello in cui viene descritto il rapporto tra Joan e Larry questo secondo me è un problema.

La seconda opzione invece è quella del fatto che non abbiano approfondito troppo il personaggio semplicemente perché non erano in grado e rendere il personaggio più approfondito avrebbe voluto dire sottrarre spazio a Joan e Larry.

 

L’altro problema con i personaggi riguarda i due CA, mentre la figura di Anna, Da’Vine Joy Randolph, riesce a trapparci qualche sorriso e ad essere credibile, il personaggio di Ryan, Jhon Early, Invece risulta stereotipato e nel finale quando li vediamo tornare insieme, risulta uno sviluppo forzato e per niente credibile.

 

Nel complesso il film è davvero interessante, pone delle domande interessanti e lo fa con una delicatezza non comune, consiglio questo film a tutti i romantici che troveranno una bella storia, lo consiglio anche a quelli meno romantici però, l’elemento fantasy e la narrazione della storia rendono questo film interessante anche a chi mal digerisce i film romantici.

 

Vi ringrazio per avermi seguito fin qui, vi invito a seguirci su Spreaker e Spotify, vi ricordo inoltre che se volete potete seguirci anche sul canale Youtube dove escono tutti gli episodi in formato video, potete trovare la trascrizione per non udenti di tutti gli episodi sul mio blog, trovate il link tra le info del podcast, vi auguro un buon venerdì e un buon fine settimana, io sono Matteo e questo è Nitrato d’Argento.


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