Episodio 147 - L'estranea, il dottor Faust nell'era moderna

Bentornate amiche e amici. In questo episodio vi voglio parlare di un film che mi aveva molto incuriosito e che devo dire che mi ha lasciato davvero inquietato. Oggi parliamo de L'estranea. Bentornati su Nitrato d'Argento.
Eccoci qui, care amiche e amici. Come avete capito appunto nella intro, vi voglio parlare di questo film, che tra l'altro è un horror italiano, di un regista che sicuramente avete già conosciuto e che mi è già capitato credo di parlare durante questo podcast.
Questo film, pensate, è stato selezionato per rappresentare l'Italia ai premi Oscar del 2027, quindi il prossimo anno, i prossimi Oscar, nella sezione, tra l'altro, miglior film internazionale. Quindi non stiamo parlando di un film buttato, diciamo lì a caso, ma in realtà ha discreto interesse sia dal punto di vista per tutti quelli che amano l'horror, quindi questo è un ottimo segnale sul fatto che quest'anno è l'anno dell'horror. Non sono l'unico a dirlo, ma anche altri critici molto più professionisti di me. Ed è quindi significativo che un film italiano è stato selezionato per andare agli Oscar, un film horror italiano. Quindi capite bene che è importante, credo sia molto importante parlare di questo film. Ma come al solito, prima di entrare nel vivo, ecco una breve sintesi della trama. Roma, 2026. In una tempestosa e piovosa giornata Alice, studentessa di moda, viene scombussolata dall'arrivo improvviso della madre, Anna. Il suo intento è quello di spiegare e raccontare il vero motivo della rovina della loro famiglia e che lei ha tenuto nascosto per anni.
Come avete avuto modo di capire, e vi invito, se non avete visto il trailer, a dargli un'occhiata, è un film molto particolare, ma prima di approfondire il film stesso voglio dare, voglio spendere due parole in più per questo regista. Questo regista, che mi è stato fatto conoscere da una persona che non smetterò mai di ringraziare, è in realtà un regista piuttosto giovane, ed è attivo soprattutto nel folk horror italiano. Ha fatto veramente pochissime opere finora, ha fatto solo quattro film. Uno di questi è A Classic Horror Story, che mi capitò di vedere qualche tempo fa su Netflix e credo sia ancora disponibile. Più di recente invece un film di cui vi ho parlato nel podcast, che è La valle dei sorrisi. È veramente un film molto potente che mi è piaciuto tantissimo, tra l'altro con un attore che a me piace molto, che è Michele Riondino. Ecco, L'estranea è già un film un po' più maturo, mentre a Classic Horror Story si vedeva che era un film con tematiche, sempre appunto che si rifanno a un certo tipo di horror, quindi ogni film diciamo che si incasella molto bene in un certo tipo di horror molto particolare, appunto il folk horror. È interessante capire che quest'opera risulta, sia per la componente di attori più scafati, perdonatemi il termine, più vissuti in questo senso, che sono appunto attori del calibro di Adriano Giannini, abbiamo Jasmine Trinca e abbiamo anche Valeria Bruni Tedeschi, o anche una bravissima attrice comunque, che è romana, Maggiora Vergano, che tra l'altro io già me la ricordavo, infatti lei compare ne La valle dei sorrisi, se non sbaglio nel ruolo della barista, quindi già lì ci rendevamo conto che è un'attrice comunque molto brava e molto capace. Insomma, il fatto che ci siano anche degli attori professionisti molto più esperti diciamo dal punto di vista recitativo, ci fa capire che ormai è un regista riconosciuto in Italia. E questo sicuramente è una cosa che giova. Io ovviamente non sto svalutando gli attori meno esperti, ma semplicemente è ovvio che un attore più esperto sa tenere molto di più la scena e la tensione rispetto ad altri, ma questo non toglie assolutamente nulla, è solo semplicemente che è significativo comunque che un attore che ha fatto solo quattro film attualmente sia riuscito a trovare un piccolo universo di riconoscimento che gli permette anche di chiamare attori diciamo più noti. E questo è sicuramente incisivo anche nella riconoscibilità dell'opera al di fuori dell'Italia.
Più guardavo questo film, più ne restavo catturato. Ovviamente questo film è tutto un gigantesco flashback in cui la madre, come ho detto, arriva dalla figlia e gli racconta la storia di quello che è successo alla sua famiglia dal momento in cui lei ha avuto un incidente con il cane, non vi dirò cosa succede, ma comunque un incidente grave, e a un certo punto busserà alla sua porta, metaforico ovviamente, una figura che le proporrà un patto. E a me questo più lo guardavo, più mi ricordava il dottor Faust. Per chi non conosce il dottor Faust, Faustus è una leggenda, oltre a essere una celebre leggenda popolare tedesca, di uno scrittore alchemista che di fatto vende la propria anima al diavolo, Mefistofele, in cambio della conoscenza assoluta, del potere e dei piaceri terreni per un periodo limitato di 24 anni. Allora, non è esattamente così ovviamente che va la storia dell'estranea, però è interessante perché anche qui in qualche modo abbiamo un patto, abbiamo un patto in cambio di qualcosa con una figura molto inquietante, che io non vi dirò più di tanto, però anche qui è una figura appunto in qualche modo mefistofelica. E il tempo qui non c'è, mentre in Faust il tempo appunto sono 24 anni, ma qui il tempo si dipana lungo tutta la vita della famiglia, lungo tutta la vita della madre, perché è la madre appunto della famiglia che a un certo punto deciderà di fare una scelta che stravolgerà totalmente la storia della propria famiglia.
Quest'opera devo dire è resa piuttosto bene. Ovviamente, secondo me, ma è un mio parere ovviamente, questa storia rispetto magari alla Valle dei sorrisi, che è il film precedente, o a Classico Horror Story, è leggermente più generalista, è leggermente più classica come storia. Perché sì, è vero che Classico Horror Story si chiama Classico Horror Story, ma in realtà all'interno ha due, tre scelte abbastanza originali secondo me. E anche La Valle dei sorrisi ha delle scene che mi hanno veramente inquietato fortemente. Ecco, mentre in quei due film c'erano scene molto più forti, soprattutto nella Valle dei sorrisi c'è una scena molto forte che mi ha lasciato abbastanza il segno dal punto di vista come spettatore, qui non ci sono grossi colpi di scena che fanno spaventare. Qui è proprio tutta l'atmosfera che nella sua complessità ci lascia proprio un'inquietudine. Noi dall'inizio alla fine, chi lo vedrà, chi decida di vederlo, si ha un'inquietudine dall'inizio alla fine, da quando la madre entra e comincia a raccontare la storia, da quando fischia il bollitore, che anche questo è un cliché, mi dispiace ma lo sapevo che sarebbe fischiato ovviamente. Quando c'è un bollitore in scena è un po' la pistola di Chekhov, anche qui la famosa pistola di Chekhov di cui vi raccontavo, ovviamente sappiamo che suonerà, che fischierà. Ci sono un po' di cliché in questo film, non è niente di nuovo, per certi versi, per alcune scene. Però nel complesso questa è un'opera molto interessante ed è scritta anche bene, e vi regala per tutto il film questo fortissimo senso di inquietudine, più che proprio di tensione, di ansia, che anche dopo ve lo scollerete non subito dopo aver lasciato il film. E questo è merito di tutto il cast. E quando intendo cast intendo regia, fotografia, musica, anche le musiche sono musiche originali. Tra l'altro, se non sbaglio, i musicisti sono quelli che a un certo punto si vedono che suonano a una festa. C'è una festa della famiglia e si vedono dei musicisti che suonano e credo che quelli siano quelli che di fatto hanno scritto le musiche, perché anche qui abbiamo musiche originali apposta per il film. Quindi capite bene anche l'attenzione che c'è stata dietro tutto, diciamo, tutta l'opera in sé.
E appunto, spendendo due parole in più anche per gli attori, di fatto gli attori non sono tanti, ma appunto, come abbiamo detto, abbiamo Isabelle Huppert, che è la protagonista, la madre, che si chiama Anna, poi abbiamo appunto la figlia, che è Romana Bergamo, che fa Alice, e abbiamo un grandissimo Adriano Giannini, che io adoro sempre di più: più vedo i suoi film, più mi piace come attore, veramente mi conquista come attore. Tra l'altro lui, per chi non lo sapesse, è stato anche il doppiatore del Joker, sia Heath Ledger che Joaquin Phoenix, quindi è anche un doppiatore, tra l'altro. Ed è interessante vedere come tutti gli attori, ma anche Valeria Bruni Tedeschi, che fa le strani, appunto fa questa figura molto inquietante e demoniaca, non spenderò ulteriori approfondimenti perché non mi voglio spoilerare più di tanto, però è una figura, appunto, che arriva ogni volta, e ogni volta che c'è un problema lei arriva e propone un patto. Ma capiamo nella visione complessiva del film che è ormai impossibile scappargli. Una volta che la madre decide di fare questo primo patto, ci sarà un'escalation verso un inferno personale veramente pesante, e dove in realtà è facile capire che non si può fare patti con Mefistofele, con il diavolo, perché ogni patto, dietro ogni patto c'è nascosto qualcosa che di fatto l'essere umano non comprende. Cioè, se si fa un patto con il diavolo non si può pensare di sopravvivere a questo patto in qualche modo. Sopravvivere con la propria anima: una volta che il patto è stretto, l'anima è perduta sostanzialmente. E questa sensazione c'è durante tutto il film, c'è questa evoluzione del personaggio che cerca in qualche modo di salvare la situazione, ma più cerca di salvare la situazione, più la peggiora in realtà. E qui c'è una forte, diciamo, riflessione anche sul fatto che in realtà la madre, per certi aspetti è preoccupata più che altro, sembra più che altro preoccupata non tanto per la sorte dei suoi familiari quanto più per il suo status. Perché anche questa figura, le strane, a un certo punto gioca un po' sul suo senso di cosa diranno gli altri quando succede una cosa, cosa diranno i vostri amici che è successo questo, cosa diranno di quest'altro, c'è sempre l'elemento del: e in ogni patto che cerca di farle stringere c'è sempre l'elemento del cosa penseranno gli altri di questa cosa, cosa penseranno gli altri della vostra famiglia, e quindi capite bene che lavora molto sull'importanza che la figura di Anna dà al proprio status. Quindi in realtà quello che risulta è che la madre in realtà non fa tutto questo per la propria famiglia. Potrebbe sembrare che lo fa per la famiglia, ma in realtà lo fa più che altro per preservare lo status della famiglia, della propria famiglia benestante verso gli altri. E badiamo bene che questo personaggio è un personaggio abbastanza terribile, perché Anna a un certo punto arriva a licenziare la propria domestica davanti al figlio di questa, quindi capiamo bene che è veramente un personaggio molto negativo, però è molto abile l'attrice comunque a risultare credibile in questo ruolo, a risultare un personaggio a tutto tondo. Quello che è bello in questo film è che ogni personaggio ha il suo spessore, non è monodimensionale, ma ogni personaggio, si capisce che ha i suoi pensieri, i suoi dubbi, le sue paure, quindi è scritto molto bene in questo senso, e anche gli attori sono stati molto bravi a rendere questa cosa.
Voglio poi spendere qualche parola in più per appunto l'attrice che fa l'estranea, perché è stata molto brava. Vuoi per appunto le inquadrature, vuoi per la musica, il colore della luce, vuoi proprio per l'interpretazione stessa di questa donna. È stata veramente brava a rendere questo personaggio, perché è veramente inquietante. A un certo punto, per certi versi, per quanto sia vessatorio verso il personaggio di Anna, interpretata da Jasmine Trinca, si capisce però che in realtà è veramente una figura diabolica. Ma la sua recitazione è qualcosa di naturale, non risulta forzato. Quasi si arriva a parteggiare per lei a un certo punto, perché si capisce che è talmente evidente che la sta ingannando, che sta ingannando Anna, che a un certo punto si capisce che, a un certo punto, Anna gli chiede: Ma tu cos'è che vuoi? Lei non gli risponde, ma è piuttosto evidente che ciò che il diavolo vuole, sostanzialmente, è il gioco. Non gli importa la vittoria o meno, non gli importa giocare con gli esseri umani, perché è tutto ciò che può fare. Anche perché a un certo punto Anna gli chiede appunto: Prendi me. Lei fa: Vorrei, ma non posso, non sono queste le regole del gioco. Quindi capiamo che tutto ciò che interessa appunto l'estranea è giocare con l'anima, con la volontà e la forza di Anna, appunto. E questo è veramente un gioco interessante, è una resa molto interessante da quel punto di vista.
Voglio spendere un altro paio di parole poi per una cosa eccezionale che mi ha colpito tanto, ovvero il trucco prostetico. A un certo punto il figlio della famiglia comincia a ingrassare molto, ma veramente molto. E piuttosto che scegliere un altro attore, a un certo punto verranno cambiati gli attori, perché rendiamoci conto che la storia della famiglia è dal 1997, mi pare, fino al 2026. Quindi capiamo bene che tratta di trent'anni, sostanzialmente, e quindi è stato necessario ovviamente cambiare gli attori. Quindi abbiamo, diciamo, per i figli ci sono tre attori, sia il figlio maschio che la figlia femmina. Per i genitori rimangono sempre loro, ma vengono invecchiati. Ecco, il trucco prostetico è stato fatto molto bene, secondo me. Non sono un esperto, però mi è capitato di vedere altri trucchi prostetici in film italiani e secondo me qui è stato fatto veramente bene. Non sono riuscito a capire chi sia il truccatore, ma in ogni caso un plauso a questi o queste truccatrici, truccatori, perché veramente a un certo punto il bambino, la prima età, diciamo, del figlio, a un certo punto ingrassa molto e piuttosto che sostituirlo con un altro bambino hanno scelto di usare un trucco prostetico. Ma ci sono anche dei primi piani e questo non si vede, quindi secondo me è stato fatto molto bene. È stato fatto veramente bene, è stato fatto un bel lavoro. Ma anche nella figura della madre, che appunto vediamo nel '97, poi vediamo nel 2026, quindi c'è ovviamente un invecchiamento, anche se l'attrice resterà la stessa, comunque è stata invecchiata, non è immortale, ovviamente. Ma si vede il trucco, è stata sia ringiovanita in parte nel '97, sia è stata invecchiata, ma in maniera intelligente, cioè l'invecchiamento di questa risulta fatto molto bene sia nella hairstyle, quindi nella resa dei capelli, che sono più bianchi, tendono appunto a essere vecchi, più vecchi, più sfilati, come poi sono anche i capelli più vecchi se non si vengono curati nel modo corretto, ma sia anche appunto il trucco stesso, che la invecchia, ma in maniera coerente, non eccessivo. Quindi in realtà veramente c'è stato un bel lavoro, si vede che qua c'è stata veramente un'attenzione a 360 gradi sul film. So che l'ho già detto più volte, ma ci tengo a calcare questa cosa perché in un film questo di solito non sempre tutto funziona, ecco, non in questo modo almeno.
Nel complesso questo film, come avete capito, mi è piaciuto molto, perché si vede che è un film, un'opera più matura del regista, che è Paolo Strippoli, ma si vede anche che c'è un contenuto. È un'opera sì, un horror un po' più generalista rispetto agli altri che aveva fatto, ad esempio La Valle dei Sorrisi o Classico alla Storia, che erano per veri appassionati di horror. Questo si vede che è un horror sì che ancora piace, non deluderà i suoi fan, ma si vede che è un'opera un po' più per tutti, un po' più generalista. Quindi ha una trama un po' più generalista in questo senso, un po' meno complessa, secondo me, ma comunque molto d'impatto. Ha un ottimo cast che veramente sostiene il film a piene mani, ma anche la regia, le inquadrature, la musica, la fotografia stessa e la narrazione, è veramente un'opera che ti cattura. È un film che non riuscivo a smettere di guardare, anche se c'erano scene pesanti, scene forti, non riuscivo a smettere di guardarlo. Ora come ora credo sia veramente un pregio di questo film e credo che meriti appieno il fatto di essere stato selezionato per gli Oscar. Io non so se lo vincerà, perché come sappiamo io sono sempre molto critico sugli Oscar, perché è un mondo veramente complesso ed è un mondo che non sempre premia veramente chi merita di essere premiato. Non facciamoci illusioni, io seguo gli Oscar da anni, ma è oggettivamente così, è oggettivamente vero, molti premi purtroppo non sempre vanno a chi veramente se li merita. Secondo me questo potrebbe meritarselo. Non ho visto quali sono gli altri film selezionati come miglior film internazionale, scusate, non straniero. Credo che possa meritare comunque dei premi e se non gli Oscar almeno tanti premi, perché si vede veramente che questo regista comincia veramente ad inquadrare la situazione, comincia veramente ad essere un regista coi contro... coi coglioni diciamo. Quindi vi invito a guardarlo, ovviamente vi invito a guardarlo se siete appassionati dell'horror, però anche se non siete appassionati dell'horror vi invito comunque a guardarlo perché è veramente una bella opera. Come sempre vi invito a guardarlo al cinema, se avete questa possibilità. Io sono riuscito ad andarlo a vedere al cinema, in un cinema in centro e non mi sento di aggiungere altro. Spero di non aver fatto troppi spoiler, sono stato come sempre il più possibile vago su alcuni punti, ma alcuni punti andavano approfonditi comunque. In ogni caso non vi ho svelato assolutamente nulla sul finale e nulla su effettivamente cosa succeda. Io comunque vi invito a guardarlo.
Vi ringrazio per l'attenzione. Noi ci vediamo il prossimo venerdì, dove non so di cosa parlerò, ma lo scopriremo insieme. Vi ricordo inoltre che potete iscrivervi al canale, siamo disponibili su Spreaker, Spotify e sul canale ufficiale di YouTube, dove pubblico anche contenuti esclusivi. Vi ricordo inoltre che c'è il canale della pagina Instagram, che è Nitrato d'argento.podcast. Anche lì pubblico contenuti esclusivi quando ho tempo. Vi ricordo inoltre che è disponibile la trascrizione per non udenti, disponibile sul mio blog. Tutti questi link li potete trovare tra le info del canale. Grazie per l'attenzione, buon venerdì e buon fine settimana. Io sono Matteo e questo è Nitrato d'argento.



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